Docente sospesa. Giovedì presidio di Potere al Popolo

Parlano di «stretta repressiva» i rappresentanti del movimento politico veronese Potere al Popolo, che si è espresso in merito alla sospensione dall’insegnamento della professoressa palermitana Rosa Maria Dell’Aria. Una limitazione di libertà che, secondo il movimento, sarebbe palpabile anche a Verona, dove giovedì si svolgerà un altro presidio alle 19 davanti a Porta Leoni.

«Quello della docente dell’ITI Vittorio Emanuele III di Palermo, sanzionata con una sospensione di 15 giorni dal provveditorato, è un atto repressivo. Rosa Maria Dell’Aria è stata punita per aver semplicemente svolto il suo ruolo di insegnante e non aver limitato la libertà di espressione dei propri alunni». Così un comunicato stampa del movimento politico veronese Potere al Popolo, che ha annunciato per giovedì 23 maggio un presidio davanti a Porta Leoni alle 19 in solidarietà per l’insegnante palermitana. L’incontro segue il “Teacher Pride“, che si è svolto stamattina in piazza Bra.

«Si tratta dell’ennesimo caso di repressione messo in atto, questa volta, nei confronti di una docente scomoda. L’accusa rivolta alla docente è di non aver censurato immediatamente gli studenti per un accostamento ritenuto “inopportuno” tra le leggi razziali del Ventennio e il decreto Salvini sulla sicurezza. L’insegnante palermitana è stata sanzionata con una sospensione di 15 giorni, con decurtazione dello stipendio, per non aver limitato la libertà di espressione dei ragazzi. La professoressa è stata ritenuta “rea” di non aver vigilato sui suoi studenti» fa notare il movimento, che continua: «Attentati di tal genere agli articoli 21 e 33 della nostra Costituzione che garantiscono libertà di pensiero, di insegnamento e di espressione, ormai non si contano più negli ultimi anni. La volontà di una stretta repressiva contro ogni forma di dissenso è evidente, come attestato da una serie di fatti emblematici che vanno dal licenziamento dell’insegnante di Torino – rea di aver partecipato a una manifestazione antifascista e di aver inveito contro gli agenti che difendevano i fascisti di CasaPound – a molti provvedimenti locali miranti a censurare e irreggimentare la libertà di espressione e d’insegnamento».

Accuse arrivano anche per Verona e i suoi rappresentanti: «Per la nostra città, basterà citare la cancellazione, per ragioni sessiste e omofobe, dell’evento “Biblioteca vivente”, da parte dell’amministrazione comunale di Verona o il più recente acquisto, seguito da distribuzione nelle scuole, del fumetto su Sergio Ramelli. Quest’ultima scelta non ci sorprende, visto che il proponente è lo stesso consigliere comunale Andrea Bacciga che, recentemente, ha provocato un gruppo di femministe, presenti nella sala consiliare, con un saluto romano. Concludiamo ricordando che l’assessore regionale all’istruzione, Elena Donazzan, ha presenziato a Valdobbiadene a una grottesca commemorazione dei caduti della X Mas di Junio Valerio Borghese. Merita rinfrescare la memoria: Borghese non è stato solo esponente di spicco della RSI, ma anche protagonista, nel 1970, di un tentato colpo di stato, di matrice neofascista, mirante a sovvertire la Costituzione repubblicana. La succitata Elena Donazzan, a conferma delle sue simpatie, ha pensato inoltre di distribuire nelle scuole il fumetto “Foiba Rossa”: una vera e propria criminalizzazione della Resistenza».

«In questo clima di crescente repressione, la battaglia a difesa della professoressa Rosa Maria Dell’Aria rappresenta la difesa stessa della libertà di espressione e di pensiero garantita dalla nostra Costituzione» conclude la nota di Potere al Popolo.