Diverbio stradale degenera in aggressione: due gli arresti

Sono di dieci giorni per il padre e di tre per la figlia neo diciottenne, le prognosi dei medici del Pronto Soccorso dell’ospedale Civile Maggiore di Verona, dove le malcapitate vittime, a seguito di un diverbio stradale, sono state trasportate per l’aggressione subita da due cittadini rumeni, successivamente rintracciati e arrestati dai poliziotti delle volanti con l’accusa di “lesioni personali aggravate e danneggiamento aggravato”.

I fatti risalgono alle 22,35 di sabato, teatro della vicenda Corso Milano, all’altezza del Supermecato LIDL. Qui due uomini in stato di ebrezza, avevano occupato la careggiata, causando intralcio alla circolazione, in  particolare ostruendo il transito dell’autovettura Toyota Yaris,  a bordo della quale si trovavano il conducente, un uomo 47enne e sua figlia di 18 anni.

L’invito a spostarsi per poter proseguire la marcia, accompagnato dal suono del clacson, infastidiva i due che di tutta risposta hanno colpito la vettura con calci e pugni. Il conducente, che nel frattempo era sceso dal veicolo, è stato poi a sua volta aggredito e atterrato.

La figlia, spaventata è intervenuta per soccorrere il padre ma, suo malgrado, è stata a sua volta presa di mira dai due aggressori che si sono poi allontanati a piedi in direzione di via Archimede.

Mentre la ragazza si rialzava e provvedeva a raccogliere i suoi effetti personali persi durante l’aggressione, il padre è risalito in auto seguendo a distanza i suoi aggressori e ha allertato la Polizia. Al sopraggiungere dell’autovettura, gli aggressori avvicinano nuovamente il conducente, lo trascinavano con forza fuori dall’abitacolo e armati di bottiglie di vetro, lo colpiscono fino a lasciarlo a terra esanime. La ragazza, che nel frattempo aveva raggiunto il padre in via Archimede, teatro del secondo episodio di aggressione, sotto choc, ha iniziato ad urlare e chiedere aiuto ai passanti.

Diverse anche le segnalazioni della lite giunte ai poliziotti che, una volta arrivati sul posto, parlando con i presenti hanno individuato i due aggressori che si erano rifugiati in un condominio. I due aggressori sono stati fermati e accompagnati in Questura e infine arrestati.

Questa mattina i due uomini sono stati condotti dinanzi all’A.G. la quale, mentre ha convalidato l’arresto della Polizia,  ha stabilito l’obbligo quotidiano della firma in Questura, in attesa del processo che è stato differito al prossimo 19 marzo.