Discoteche, Polato: «Lo Stato deve tutelare questo settore»

L'assessore alla Sicurezza del Comune di Verona e candidato di Fratelli d'Italia alle elezioni regionali Daniele Polato torna a esprimere le sue perplessità riguardo la chiusura delle discoteche prevista dal Dpcm del 7 agosto: «La salute è prioritaria, ma vanno dati contributi e agevolazioni al comparto della notte, che rischia di morire».

Assessore Daniele Polato: Sicurezza. Protezione civile, Polizia municipale. Servizi demografici e Statistica, Aziende ed Enti partecipati, Informatica
Assessore Daniele Polato: Sicurezza. Protezione civile, Polizia municipale. Servizi demografici e Statistica, Aziende ed Enti partecipati, Informatica

Riguardo il tema della chiusura delle discoteche, prevista dal Dpcm del 7 agosto, si è espresso Daniele Polato, assessore alla Sicurezza del Comune di Verona e candidato di Fratelli d’Italia alle elezioni regionali, che dopo aver attaccato l’apertura dei porti torna a esprimere le sue perplessità riguardo la decisione del Governo.

Le sue parole: «La salute è prioritaria, ma vanno dati contributi e agevolazioni al comparto, perché quello è un settore importante dell’economia ed è fortemente interdipendente con quello del turismo. Con la chiusura dei locali notturni non solo rischi di far morire un settore che dà lavoro a quasi due milioni di italiani, ma diventi meno attrattivo per una fetta di turisti e quindi indirettamente vai a danneggiare anche il settore ricettivo e ristorativo».

Polato continua: «Chiudere temporaneamente le discoteche dato il ritorno dei contagi (che in gran parte però dipendono dai rientri all’estero) può essere anche un mossa preventiva e prudenziale, non lo discuto, quello che però è inaccettabile è che il Governo non ha previsto serie e concrete misure di compensazione economica. Il diritto alla salute va salvaguardato, parallelamente in una situazione emergenziale come l’attuale lo Stato deve farsi Stato sul serio e tutelare imprese e lavoratori che non possono lavorare o che il lavoro lo hanno fortemente ridotto. Vale per le piccole-medie imprese che non vedono a breve l’orizzonte dell’uscita dalla crisi, vale per il comparto della notte, che rischia di morire».