Discarica a Sorgà, Bigon (Pd) e Guarda (EV) parlano di «scempio» e «delusione»

Il via libera alla discarica di car fluff a Sorgà secondo Anna Maria Bigon (Pd) è una «decisione dannosa, segno di arroganza politica». Cristina Guarda (Europa Verde): «Forse non arriva a Venezia la voce di chi abita in queste "terre di confine"?».

Le Consigliere regionali Cristina Guarda (EV) e Anna Maria Bigon (PD)
Le Consigliere regionali Cristina Guarda (EV) e Anna Maria Bigon (PD)
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Le consigliere regionali Bigon e Guarda commentano l’ok alla discarica di Sorgà

Il semaforo verde da parte della Commissione Via (Valutazione impatto ambientale) della Regione Veneto alla discarica di car fluff a Sorgà solleva reazioni anche in Consiglio regionale. Le consigliere Anna Maria Bigon (Partito Democratico) e Cristina Guarda (Europa Verde) erano state fra le più attive a supporto della rete di amministrazioni locali nata per contrastare il progetto.

Ora sono fra le prime a esprimersi sul risultato dell’iter autorizzativo. Secondo Bigon, l’ok alla discarica, «è l’emblema di una linea politica che sul fronte ambientale passa sopra, come un caterpillar, su ogni grido d’allarme dei territori. Parole, concetti come sostenibilità e ascolto sono banditi in nome di logiche totalmente avulse dalla realtà: altro che transizione ecologica».

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Sulla stessa linea anche Guarda: «Per me è una enorme delusione, anzitutto umana oltre che politica: Sorgà, insieme alla Provincia di Mantova, a quella di Verona e tantissimi Comuni limitrofi, avevano presentato rilievi tecnici, riguardo alla protezione della falda, ai problemi viabilistici, all’impatto ambientale e agronomico davvero significativi».

Fra i temi proposti dagli oppositori alla discarica, ci sono le preoccupazioni relative al danno d’immagine per un territorio vocato a colture tipiche come il riso Nano Vialone veronese Igp. Tema su cui si era battuta anche Confagricoltura, in particolare con la propria sezione giovani.

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«Si tratta di uno scempio – prosegue Bigon – destinato a danneggiare una realtà che, in primis attraverso la produzione di riso e la certificazione Igp per il riso vialone nano, fa della vocazione agricola il suo punto di forza. Ma la questione va molto oltre perché con questo ok al progetto di discarica si rischia di aprire una stagione buia per la sicurezza ambientale e per la salute pubblica, visto che l’autorizzazione allo stoccaggio di residui da rottamazione è di lungo periodo: sei anni ma con la possibilità di rinnovi».

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Anna Maria Bigon, consigliera regionale del Veneto per il Partito Democratico
Anna Maria Bigon, consigliera regionale del Veneto per il Partito Democratico

Continua la consigliera regionale del Partito Democratico: «La Regione non ha voluto dare ascolto alle osservazioni di enti locali, province di Mantova e Verona, associazioni di categoria e comitati di cittadini. Neppure alle osservazioni riguardanti la consegna fuori tempo massimo delle integrazioni al progetto da parte della ditta richiedente».

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«Insomma – conclude l’esponente dem veronese – si è andati avanti con un atteggiamento che fa pensare a una arroganza politica di chi pensa che il consenso sia sinonimo di pieni poteri. Quando invece la gestione politica richiama ad un senso di responsabilità che in questo caso è stato messo sotto il tappeto».

Aggiunge Cristina Guarda: «Pur non volendo commentare ora i pareri tecnici sul progetto, resta l’amaro in bocca per come la politica regionale abbia deciso di rinunciare alla scelta di tutelare le produzioni di qualità».

«Eppure i cittadini, le associazioni e le amministrazioni, anche attraverso gli atti che come Europa Verde, assieme alla minoranza abbiamo portato in Consiglio, avevano parlato chiaro e forte. O forse non arriva a Venezia la voce di chi abita in queste “terre di confine”?» conclude Guarda.

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