Dieci anni fa il gesto eroico di Giacomo Slemer

Nel giorno di Ferragosto del 2012 il giovane di Poiano salvò la propria ragazza dalle acque agitate del Garda. Lui, stremato dalla fatica, morì annegato. Nel 2017 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella gli ha conferito la Medaglia d’Oro al Valore Civile alla Memoria. Tra qualche settimana uscirà un libro a lui dedicato.

Giacomo Slemer era un cultore della storia medievale.

Sono passati esattamente dieci anni dal quell’immenso, grande e ultimo gesto d’amore. Dieci anni in cui la memoria di Giacomo Slemer è viva più che mai tra i parenti, genitori amici e tra le persone che lo conoscevano o che hanno sentito parlare di lui.

Giacomo Slemer

Il 15 agosto del 2012, arrivato sulle sponde trentine del Garda, a Torbole, per una giornata che doveva essere spensierata, Giacomo, allora 25enne, trovò la morte. Nel caldo pomeriggio di Ferragosto un’improvvisa eccedenza di acqua dal fiume Sarca, affluente del Lago di Garda, provocò scompiglio tra i bagnanti all’altezza della foce, e creò pericolose correnti e vortici a ridosso della battigia poco distante.

Il giovane di Poiano non esitò per diversi tentativi di portare al sicuro la fidanzata che, a causa di quell’evento, si trovò in grande difficoltà. Con estremo coraggio e con tutte le forze che il ragazzo riuscì a tirar fuori in quel momento, mise in salvo la sua ragazza e, stremato dalla fatica, scomparve davanti agli occhi di lei e delle numerose persone che si erano ritrovate ad assistere a quell’impresa eroica, purtroppo senza lieto fine.

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La Medaglia d’Oro al Valore Civile alla Memoria

Il corpo di Giacomo Slemer fu recuperato soltanto diverse ore più tardi sul fondo del lago. Quanto fatto da Slemer, nel corso degli anni successivi è stato segnalato e preso a cuore dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che nel 2017 gli ha conferito la massima onorificenza per un cittadino italiano, la Medaglia d’Oro al Valore Civile alla Memoria.

Un riconoscimento che tra i civili, a differenza dei corpi delle forze armate, è assai raro e a Verona non si ha traccia nel recente passato di un tale fregio.

Per ricordare Giacomo Slemer, da tre anni il padre Roberto, con l’aiuto della moglie Daniela Fedrigoli e della cognata Marinella, sta lavorando a una pubblicazione che, attraverso aneddoti di persone vicine a Giacomo, ne ricostruisce, senza retorica e soltanto attraverso ricordi della quotidianità, la grandezza morale e, appunto, civile.

I genitori, Roberto Slemer e Daniela Fedrigoli

«Mi ero prefissato l’obiettivo di pubblicare il libro entro agosto, – spiega Roberto Slemer – ma per una serie di motivi non è stato possibile. Comunque qualche giorno fa è stato consegnato il file per la stampa ed entro settembre sarà finalmente fruibile in formato cartaceo e anche in formato ebook. Doveroso un grande grazie a Daniela e Marinella, senza le quali le mie idee non si sarebbero trasformate in emozioni. Il libro si è scritto da solo con l’apporto di tante persone che hanno conosciuto Giacomo e questo mi rende particolarmente orgoglioso e felice».

«Il ricavato del libro andrà a favore di progetti sociali. – conclude Slemer Lo scopo del libro resta quello di divulgare la storia di Giacomo che era una persona normale, ma che nel momento in cui è stato chiamato a compiere qualcosa di grande, lo ha fatto».

Il Comune di Verona ha avviato già da qualche anno l’iter per intitolare una via o un parco al giovane di Poiano e il 2 giugno di tre anni fa, in occasione della Festa della Repubblica, l’ex prefetto Salvatore Mulas omaggiò i genitori invitandoli sul palco della Gran Guardia per ricordare l’amato figlio.

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