Denuncia un tentato omicidio inesistente: le indagini portano a tre arresti

Lo scorso aprile un addetto alla sicurezza di locali notturni del Veronese denunciò un tentato omicidio, rivelatosi poi una messa in scena per incolpare altre persone con cui aveva avuto dissidi privati. In seguito alle indagini dei carabinieri l'uomo, insieme ad altri due connazionali di origine albanese, è stato arrestato per detenzione e porto illegale…

Lo scorso aprile un addetto alla sicurezza di locali notturni del Veronese denunciò un tentato omicidio, rivelatosi poi una messa in scena per incolpare altre persone con cui aveva avuto dissidi privati. In seguito alle indagini dei carabinieri l’uomo, insieme ad altri due connazionali di origine albanese, è stato arrestato per detenzione e porto illegale di armi e munizioni, calunnia e furto aggravato. Uno dei tre era già in carcere per un precedente provvedimento.

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L’arresto

Nella serata di ieri, giovedì 3 novembre, i Carabinieri di Villafranca di Verona, insieme ai colleghi del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Verona, a Villafranca di Verona e nella Casa Circondariale di Verona “Montorio”, hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Verona su richiesta della Procura, nei confronti dei tre soggetti, ritenuti responsabili – a vario titolo – di detenzione e porto illegale di armi e munizioni, calunnia, e furto aggravato.

Destinatari del provvedimento sono stati tre soggetti di origine albanese, uno dei quali già detenuto dallo scorso 14 settembre 2022 poiché trovato in possesso di una pistola a seguito di una perquisizione operata a suo carico.

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L’indagine

La misura restrittiva scaturisce da una complessa indagine, sviluppata sin dall’aprile del 2022 da parte dei Carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Verona, e avviata a seguito del tentativo di omicidio denunciato da uno degli arrestati. Tentativo che si sarebbe consumato a Povegliano Veronese. I successivi esiti dell’inchiesta hanno permesso di comprovare come il tentativo di omicidio fosse in realtà stato simulato con lo scopo d’incolpare altri soggetti con cui, in passato, la falsa vittima aveva avuto dissidi di natura privata.

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È stato inoltre dettagliatamente ricostruito come i tre avessero la disponibilità di armi da fuoco e munizioni, detenute illegalmente nelle abitazioni, ma portate anche in luoghi pubblici.

Uno degli arrestati è accusato anche del furto di vari monili in oro e argento in un’abitazione di Verona, commesso lo scorso agosto insieme ad altri 2 connazionali, destinatari del medesimo provvedimento restrittivo, ma tuttora da ricercare poiché irreperibili.

L’inchiesta è stata convenzionalmente denominata “Di notte” per richiamare l’evento che ha dato origine alle indagini, ovvero la simulazione del tentativo di omicidio, il cui allarme è stato lanciato “in piena notte” e dal fatto che tutti gli arrestati prestano attività lavorativa quali addetti alla sicurezza in locali notturni del veronese.

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