I dati del turismo in Veneto sono (anche questa volta) molto positivi

Oltre 69 milioni di turisti hanno scelto la nostra regione nel 2017. Unica nota dolente il capitolo della montagna. Le presenze l’anno scorso sono scese del 3,2% rispetto al 2016.

Il numeri del turismo in Veneto concederebbero sonni fin troppo tranquilli. Ma quando si ha una dieta solo a base di record, il rischio di sostare sugli allori è sempre in agguato. “Un continuo crescendo” è il titolo, non a caso, del rapporto ufficiale che ha fotografato il movimento turistico nella nostra regione l’anno scorso. La sintesi numerica, predisposta dall’Unità Organizzativa Sistema Statistico della Regione del Veneto, in collaborazione con la Direzione Turismo, è stata presentata oggi a Venezia.

I DATI. Rispetto al 2016 gli arrivi sono cresciuti del 7,4 per cento e le presenze del 5,8. Il che vuol dire oltre 69 milioni di turisti che hanno soggiornato in Veneto nel 2017. Di cui 47 milioni sono stranieri. La Germania al primo posto tra i paesi che più amano e visitano la Regione. Provoca sorrisi di soddisfazione anche un’altra stima. 5,8 miliardi nel 2017 quanto hanno speso i visitatori esteri in Veneto, ovvero il 5,7% in più.
Fa bene ricordalo: nel 2016, il Veneto era pure, sul gradino più alto tra le regioni turistiche italiane con il suo 15,3% di arrivi e il 16,2% di presenze di turisti dell’intera penisola. Ma si sa, poco è più volubile del turismo. Preda di mutamenti sociali ed economici, condizionato dalle politiche internazionali, e spesso influenzato dalla sirene della moda. La parola d’ordine, come ha ribadito l’assesore regionale al turismo Federico Caner, è migliorare ancora. Unica nota dolente il capitolo della montagna. Le presenze sono scese del 3,2 percento. Ma la Regione promette di non rimanere con le mani in mano: tra il nuovo bando di 6 milioni, pronto a fine maggio, per lo sviluppo delle strutture e delle imprese montane e poi l’appuntamento dei Mondiali di sci alpino di Cortina e delle Dolomiti del 2021. Infine il sogno, ancora un sogno al momento, delle Olimpiadi del 2026.

 

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