Dall’Univr solidarietà alle popolazioni palestinese e israeliana

Il Senato Accademico dell'Università degli Studi di Verona ha approvato la mozione per la Palestina, presentata dai rappresentanti degli studenti.

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Votata all’unanimità dal Senato accademico dell’università di Verona, la mozione di solidarietà alle popolazioni palestinese e israeliana e per un impegno attivo dell’Ateneo veronese che favorisca la strada della pace. La mozione è stata presentata nella mattinata dalle rappresentanti della comunità studentesca Laura Bergamin ed Emma Menaspà. 

La mozione, frutto di un lavoro protratto nel tempo e di una profonda riflessione sulla situazione attuale, esprime la solidarietà dell’Ateneo veronese alle popolazioni civili palestinesi colpite nel conflitto e di cui si vedono i terribili esiti attuali a Rafah. La comunità studentesca, nella seconda loro mozione presentata alla Governance, chiede all’Ateneo di impegnarsi attivamente per favorire la strada della pace in un contesto segnato da gravi violazioni umanitarie.

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Tra i punti principali della mozione, l’Università degli Studi di Verona si unisce alla richiesta di un immediato cessate il fuoco per tutti i conflitti in corso, esprimendo solidarietà alle vittime civili e impegnandosi a promuovere un uso etico della ricerca scientifica, evitando qualsiasi complicità con realtà responsabili di azioni oppressive.

«Quello espresso questa mattina dal Senato accademico – afferma il magnifico rettore Pier Francesco Nocini – è un corale appello alla pace e un messaggio di solidarietà nei confronti delle popolazioni che soffrono i drammi della guerra. Rispetto alla protesta delle tende al Polo Zanotto credo sia giusto che le studentesse e gli studenti manifestino il proprio pensiero in un luogo inclusivo e di libera espressione qual è l’università, per questo ci siamo limitati a controllare che tutto si svolgesse nel rispetto e nella sicurezza dell’intera popolazione accademica e abbiamo lasciato che le ragazze e i ragazzi dormissero all’interno delle aule universitarie, al riparo dal maltempo, per poi lasciare in maniera ordinata e rispettosa nella mattinata le aule alle studentesse e agli studenti che sono arrivati in 800 per svolgere il test di accesso al corso di laurea in Medicina e Chirurgia».

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Nocini aggiunge: «Ciò che, come ateneo, abbiamo fatto a oggi è stato dare ascolto alle richieste delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi in Palestina, soprattutto dottorande e dottorandi di ateneo e i loro famigliari che abbiamo accolto a Verona. Il nostro impegno prosegue in questa direzione e nella partecipazione attiva ai tavoli istituiti dalla Crui, Conferenza dei rettori delle università italiane che prevede tra gli altri obiettivi quello di dettare linee guida per una ricerca che abbia quale ultima finalità il benessere e la miglior qualità di vita di cittadine e cittadini». 

«Quest’approvazione è un passo fondamentale verso la giustizia, fortemente voluta da noi studenti e proposta alla Governance il giorno dopo l’ultima assemblea mensile della CRUI. Chiediamo che il nostro Ateneo prenda una posizione netta e chiara, in contrasto a quanto già deliberato dalla Conferenza dei Rettori» dichiara Laura Bergamin, senatrice e coordinatrice di UDU Verona.

Nella mozione viene chiesto all’Ateneo veronese di prendere posizione nella commissione CRUI-CNR-INFN-INAF, istituita con l’incarico di porre linee guida sui principi etici e deontologici che devono orientare l’utilizzo dei risultati della ricerca scientifica per uso non militare, condannando e sospendendo rapporti che sfociano in usi violenti della ricerca.

«Questo risultato è frutto di un lavoro che portiamo avanti da mesi e che seguita una nostra prima mozione presentata a novembre – aggiunge Bergamin -. Ora più che mai, oltre ad uno schieramento pubblico delle Università vogliamo anche azioni concrete e tangibili: per questo abbiamo chiesto che venga istituito un comitato all’interno dell’università di Verona in grado di revisionare e vigilare i rapporti che l’università ha in essere e che stringerà in futuro, affinché l’uso dei luoghi del sapere e della ricerca non sia utilizzata come mezzo oppressivo. Serve ampliare i fondi per l’accoglienza di studenti a rischio. Vogliamo che i luoghi di formazione che rappresentiamo siano i luoghi primari da cui combattere l’eliminazione programmata di culture e di popoli, come ora sta avvenendo in Palestina».

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La mozione

Il Senato Accademico dell’università̀ degli Studi di Verona, preso atto della richiesta presentata nella seduta odierna dalle rappresentanti della comunità̀ studentesca, Laura Bergamin ed Emma Menaspà per una mozione di solidarietà̀ alle popolazioni palestino-israeliane e per un impegno attivo dell’Ateneo veronese che favorisca la strada della Pace, delibera all’unanimità̀ la seguente mozione. 

  1. l’Università̀ degli Studi di Verona esprime pubblicamente solidarietà̀ alla popolazione israeliana, con richiesta di liberazione degli ostaggi, e alla popolazione palestinese, sottoposta ad attacchi militari che hanno causato vittime civili anche in ospedali, campi profughi, università̀ e scuole; 
  2. l’Università̀ degli Studi di Verona esprime con decisione la richiesta di un immediato cessate il fuoco in tutti i conflitti in corso per mettere fine alle morti di migliaia di civili e al bombardamento di intere città; 
  3. l’Università̀ degli Studi di Verona si impegna a ricoprire un ruolo attivo nella commissione mista CRUI-CNR-INFN-INAF istituita con l’incarico di porre linee guida sui principi etici e deontologici che devono orientare l’utilizzo dei risultati della ricerca scientifica per uso non militare, condannando e sospendendo rapporti che sfociano in usi violenti della ricerca; 
  4. l’Università̀ degli Studi di Verona si impegna ad introdurre e implementare in Ateneo, anche nell’ambito di processi di revisione del Piano Strategico di Ateneo e del Codice Etico e di Comportamento, i principi e le pratiche dell’ethical procurement, in funzione dei rapporti con le imprese e con le istituzioni nell’ambito della ricerca, della didattica e della terza missione, per tutelare l’immagine e la reputazione dell’Ateneo di fronte a rapporti di complicità̀ con realtà̀ responsabili di azioni oppressive in contesti bellici e non; 
  5. l’Università̀ degli Studi di Verona si impegna, come già fatto in passato, a fornire sostegno economico e mobilità sia alla comunità̀ accademica palestinese, la quale si trova in una situazione critica che mina le condizioni necessarie per lo svolgimento regolare delle proprie attività̀, che alla comunità̀ accademica israeliana, laddove ridotta nella sua libertà di ricerca e sapere; 
  6. l’Università̀ degli Studi di Verona si impegna a favorire l’allargamento del dibattito pubblico e degli spazi di approfondimento interdisciplinare delle crisi internazionali e delle loro radici storiche, economiche, culturali, con particolare focus sulla regione geografica palestinese e del Vicino Oriente, con lo specifico obiettivo di diffondere la cultura del dialogo, della solidarietà̀ e della risoluzione dei conflitti attraverso le vie della Pace. 

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