Dalla Lessinia al deserto del Sahara (rigorosamente) su una Panda

3600 chilometri a bordo di una Panda Sisley attraverso il Marocco. Ivano Griso e Tommaso Salizzoni protagonisti al “Panda Raid”, un rally amatoriale che ammette al via solo la celeberrima berlinetta di casa Fiat.

Da Madrid a Marrakech su una Fiat Panda del 1987.  Ivano Griso e Tommaso Salizzoni, vecchie volpi del rallysmo veronese, sono i protagonisti di un’avventura motoristica davvero affascinante, il “Panda Raid”, un rally amatoriale da Madrid a Marrakech che ammette al via solo Fiat Panda, due o quattro ruote motrici, o l’omonima spagnola Seat Marbella.L’insolita partecipazione li ha visti partire da Verona lo scorso 27 febbraio a bordo di una Panda Sisley che, dopo le amorevoli cure di Saverio Zenari dell’Autofficina SZ di Roverè Veronese e con il supporto di tanti altri appassionati come il Jambo Club 4X4, ha il compito di portarli attraverso deserti, mulattiere e piccoli villaggi fino al traguardo finale. Ammortizzatori rialzati, gomme tassellate da fuori strada, fari supplementari, due ruote di scorta sul tetto e rivestimenti sottoscocca per proteggere le parti sensibili dagli urti hanno avuto il compito di trasformare la Panda in un piccolo carro armato da deserto, ma a tutto il resto dovranno pensarci loro, Ivano e Tommaso.

Dopo la tappa di avvicinamento a Madrid, e il trasferimento a Motril, non molto distante da Gibilterra, la coppia che porta in gara i colori della Scuderia Omega e della Beppe Motors si è imbarcata destinazione Marocco, dove mentre leggete questo articolo stanno tentando di completare tutte le sette tappe, da circa 300/400 chilometri ciascuna, con il solo ausilio di cartine geografiche, bussole, benzina, acqua, una corda di cinque metri e una tenda dove dormire. Gli organizzatori installano su ciascuna vettura un segnalatore GPS che permette di individuare la posizione di ogni concorrente, ma gli equipaggi non possono usare nessuna tecnologia. «La gara – hanno raccontato poco prima della partenza, – è una sorta di regolarità a media. Si parte per ogni tappa a 30 secondi uno dall’altro per affrontare il percorso della giornata caratterizzato da dei “check point” dove è obbligatorio il passaggio per giungere alla località successiva. Non conta la velocità. Ogni tappa ha una media di percorrenza che detta il tempo massimo, ma la classifica è a punteggio. Ciascun concorrente parte con 4000 punti, e ogni penalità, errore o richiesta di aiuto per insabbiamenti, rotture o altri motivi meccanici, per citarne alcuni, comporta la decurtazione del punteggio. Vince chi arriva a Marrakech con il maggior numero di punti».

 

Griso e Salizzoni hanno competenze meccaniche, una vera manna in una maratona come questa, ma occorre anche fortuna, sangue freddo e un pizzico di follia. «Si affrontano condizioni di guida molto diverse da quelle a cui siamo abituati» spiegano, «come ad esempio la guida sulla sabbia. La sabbia va “navigata” per non restare insabbiati, serve sensibilità e interpretazione di ogni passaggio. È chiaro che avendo altri concorrenti davanti si possono seguire le tracce di chi precede, ma non sempre è la scelta migliore».

Un’esperienza che sta sicuramente mettendo alla prova le capacità fisiche e mentali dell’equipaggio e l’affidabilità tecnica della Panda, lanciata sulle piste del Nord Africa con un solo unico obiettivo: il raggiungimento del traguardo. Importante ricordare che nell’avventura di Griso e Salizzoni c’è anche un importante aspetto sociale. «Questa manifestazione – proseguono – è nata per portare anche aiuti alle zone più povere del Marocco. Oltre all’aspetto di supporto economico alla popolazione garantito dall’organizzatore, anche gli equipaggi possono in qualche modo contribuire». E, infatti la coppia veronese ha caricato in auto, oltre a tutto il necessario tecnico per le riparazioni, anche quaderni, penne e materiale di cancelleria da regalare ai bambini che incontreranno durante il percorso. «Ci è sembrato un piccolo gesto necessario per sposare quanto più possibile le finalità di questo evento, non solo quelle ludico-sportive». Se riusciranno nell’impresa, a Marrakech li aspetteranno amici e famiglie, prima di riprendere la strada per Tangeri dove via mare torneranno in Italia, a Genova. Verona potrà celebrarli al prossimo Rally dei Colli Scaligeri, in programma domenica 18 marzo a Montorio, quando Griso e Salizzoni godranno del loro meritato momento di gloria, comunque vada, sulla pedana di arrivo della manifestazione.

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