Dal Pums sei nuove cerniere di mobilità per Verona

Sono sei le cerniere di mobilità disposte ad anello lungo tutto il perimetro della città, dove si potrà parcheggiare l’auto e prendere bici, monopattini e autobus.

bici verona

Sono sei le cerniere di mobilità disposte ad anello lungo tutto il perimetro della città, dove si potrà parcheggiare l’auto e prendere bici, monopattini e autobus. Ognuno potrà scegliere così il mezzo più adatto per raggiungere la propria destinazione. Alla Genovesa, all’ex Cercola di San Michele Extra, in via Preare al Saval, nei parcheggi dello Stadio, così come all’aeroporto Catullo e a Parona, questi i punti strategici individuati dal Pums, il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile realizzato dal Comune insieme alla società Sintagma S.r.l. di Perugia, che si è aggiudicata il bando.

Un documento redatto dopo aver analizzato e studiato i comportamenti dei veronesi, i flussi di movimento in città, aver incontrato tutti i portatori di interesse e aver raccolto 3mila questionari dai cittadini. E che presenta una fotografia della mobilità scaligera. Un’istantanea che, nel futuro, sarà integrata dalle nuove infrastrutture inserite nel Pums, interventi che puntano ad incentivare l’uso dei mezzi sostenibili e, quindi, un vero e proprio cambio di mentalità. Soprattutto per far diminuire le auto in circolazione, il 61 per cento dei cittadini, infatti, sceglie la macchina per spostarsi in città, nonostante il 50 per cento dei tratti urbani percorsi sia sotto i 3 chilometri. Percorsi brevi che, se fatti in bici, a piedi o con il monopattino consentirebbero un risparmio di tempo, costi e inquinamento. L’obiettivo, infatti, è anche quello di raddoppiare le percorrenze in bicicletta, solo il 5 per cento dei veronesi si sposta sulle due ruote.

Il documento è fondamentale per rivedere e migliorare la mobilità cittadina, spostamenti, mezzi e infrastrutture, al fine di promuovere gli spostamenti sostenibili, l’ultimo piano del traffico risale infatti al 1997. Ma è anche necessario per ottenere investimenti e accedere a fondi europei per realizzarne le opere, che devono far parte di una progettualità. Nei prossimi giorni il documento verrà adottato dalla Giunta comunale, dopodiché sarà pubblicato sul sito del Comune per le osservazioni e, infine, verrà esaminato dal Consiglio comunale.

Questa mattina, l’assessore alla Viabilità Luca Zanotto ha illustrato la relazione finale del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, già passato in Regione e presentato alla cittadinanza nel webinar dello scorso 9 settembre.

«Un cambio epocale – ha detto l’assessore alla Viabilità -, si tratta infatti del primo piano disegnato attorno ai cittadini, studiandone i comportamenti, gli spostamenti, le abitudini. E che tiene conto non solo delle infrastrutture stradali e dei progetti futuri, ma soprattutto dei percorsi che i veronesi fanno ogni giorno e degli spostamenti di chi arriva in città per lavoro, turismo e studio. Questo piano è una fotografia reale che ci permette anche di completare e aggiustare la rete della ciclabilità urbana, là dove effettivamente viene utilizzata e ce n’è bisogno, creando quei presupposti affinchè l’uso delle due ruote cresca. Già in questi primi giorni di scuola, abbiamo visto la funzionalità delle politiche messe in atto, il numero degli studenti che si sposta in bici è cresciuto tantissimo rispetto agli altri anni e gli istituti ci stanno chiedendo rastrelliere aggiuntive o si sono dotati di parcheggi interni ai cortili».

«Un cambio di mentalità che, nella vita frenetica di ognuno di noi, può ridurre tempi di percorrenza e costi, effetti tangibili ed immediati, contribuendo a lungo termine a far calare anche l’inquinamento. Nell’ultimo biennio abbiamo messo a bilancio 5 milioni di euro per nuove piste ciclabili e i cantieri più importanti partiranno a breve, interventi e opere che non rimarranno solo disegnate sulla carta ma che verranno realizzate e cambieranno la città e il nostro modo di spostarci».