“Dal filare al vino”: un progetto per l’inclusione sociale

Una nuova, brillante sfida di inclusione sociale: è quella che attende la neonata collaborazione tra L’Officina dell’Aias e l’Azienda Agricola Camerani di Mezzane di Sotto. Si chiama “Dal filare al vino” ed è stato presentato lunedì 16 settembre al ristorante Mangiabottoni alla presenza di giornalisti e sommelier: un progetto sperimentale che vedrà le persone con…

Una nuova, brillante sfida di inclusione sociale: è quella che attende la neonata collaborazione tra L’Officina dell’Aias e l’Azienda Agricola Camerani di Mezzane di Sotto. Si chiama “Dal filare al vino” ed è stato presentato lunedì 16 settembre al ristorante Mangiabottoni alla presenza di giornalisti e sommelier: un progetto sperimentale che vedrà le persone con disabilità impegnate nella produzione di vini, consapevoli che molta dovrà essere l’energia e l’entusiasmo per  mettersi in gioco insieme e avviare un progetto duraturo.

Un tentativo importante, per dare spazio a diverse personalità, che vedrà accogliere in Azienda Agricola, e in particolare nel meraviglioso spazio del Podere Castagnè, alcuni tra i 34 ragazzi e ragazze con disabilità seguiti da L’Officina dell’Aias e i loro assistenti personali, per coinvolgerli nell’attività di vendemmia e nelle operazioni di cantina, nel sogno di poter produrre, il prossimo anno, il vino “Mangiabottoni”. Un nome legato alla già ben nota attività ristorativa di via Dalla Bona a Verona e che coinvolge, insieme all’albergo Stravagante Hostel, persone con disabilità che in queste attività lavorative mettono in gioco le loro competenze, ma anche i loro comportamenti, a volte stereotipati, dando loro l’opportunità dell’inserimento lavorativo futuro.

«Sentivo l’esigenza di creare una scintilla e una nuova anima a questo terreno e l’opportunità di dare un senso di cambiamento e di prospettiva a questi ragazzi mi ha fatto capire di essere sulla giusta strada – ha spiegato Marinella Camerani, titolare dell’Azienda Agricola con 40 anni di esperienza alle spalle – ci occuperemo dei primi 20 filari (lungo la strada che porta a Moruri) contrassegnati da piccoli stendardi colorati. Circa mezzo ettaro di Corvina e Rondinella». Ma sarà poi durante il percorso che, vedendo i frutti della vigna, il sogno potrà ingrandirsi anche con altri progetti. 

«La nostra speranza e il nostro obiettivo sono che la cooperativa, al crescere dell’interesse e delle competenze delle persone con disabilità anche in ambito vitivinicolo, possa in futuro aumentare la loro presenza in azienda e progettare un vero e proprio laboratorio occupazionale di inserimento lavorativo» spiega Emanuele Germiniasi, direttore della Cooperativa Sociale L’Officina dell’Aias (Associazione Italiana Assistenza Spastici) di Verona. «Dare loro la possibilità di esprimersi è la nostra missione».

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