Dal Comune di Verona servizi strutturali per giovani adulti “fragili”
Redazione
Cosa succede ai ragazzi fragili che hanno vissuto l’infanzia in comunità o in affido quando diventano maggiorenni? Chi li aiuta nel difficile passaggio verso la vita autonoma, nell’inserimento lavorativo o nel proseguo degli studi? Legalmente adulti, non sono tuttavia indipendenti e autonomi. Il bilancio delle attività comunali divenute, da sperimentali, ora strutturali.
Per questi giovani, identificati con il termine inglese careleavers, il Comune di Verona è da anni impegnato con servizi mirati per ragazzi e ragazze dai 18 ai 25 anni che si trovano in situazioni di difficoltà. Così come lo sono nei confronti dei giovani adulti fragili, ovvero quei ragazzi che si rivolgono ai Servizi sociali del Comune perché in condizioni di emarginazione e disagio e sono senza il sostegno di una rete familiare.
In concreto, questi giovani vengono aiutati a trovare un alloggio, vengono accompagnati nella ricerca e nell’inserimento lavorativo e seguiti se devono completare gli studi; per loro sono attivi servizi di supporto psicologico e sportelli over 16.
Un’attività che vede il Comune di Verona tra i pochi enti a livello nazionale che sta investendo in questo tipo di servizi, un impegno avviato nel 2017 che ha portato:
- l’attivazione del tavolo Neo Maggiorenni a cui partecipano enti pubblici e realtà del Terzo Settore;
- l’accoglienza residenziale dei giovani in cohousing gestita da enti del Terzo Settore (90 i ragazzi inseriti in tale progetto dal 2017);
- l’attivazione del progetto “Fidati”, con Fondazione Cariverona e capofila la Cooperativa sociale Energie Sociali, che solo nell’ultimo anno ha raggiunto ben 450 giovani con iniziative di accompagnamento educativo, sportello psicologico, sportello over 16, formazione operatori.
Avviate in via sperimentale, dal 2025 le attività del progetto Fidati diventano servizi strutturali presenti in maniera continuativa per i cittadini del Comune di Verona.
«Un progetto che parla di speranza e futuro perché riguarda i nostri giovani nel passaggio tra l’adolescenza e l’età adulta – ha spiegato l’assessora ai Servizi sociali Luisa Ceni -. Si tratta di giovani ‘fragili’, che hanno vissuto in comunità o che non hanno una rete familiare che li sostiene. Questi progetti permettono loro di trovare una casa e di inserirsi nel mondo del lavoro. Un impegno che unisce enti pubblici e realtà del Terzo settore».
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