Da San Zeno di Montagna proteste su San Giorgio

Non c’è pace in Lessinia. Dopo l’allarme San Giorgio, ad esprimere le loro preoccupazioni sono ora i sindaci di San Zeno di Montagna e di Brenzone, amareggiati per la mancanza di attenzione nei confronti delle sorti degli impianti del Baldo.

«Ci sentiamo Comuni di Serie B», avrebbero protestato i due primi cittadini, in riferimento alla bocciatura da parte del presidente della Provincia Giovanni Miozzi del progetto che prevedeva un accordo tra la funivia del Baldo e quella di Prada Costabella. Un progetto su cui le due località starebbero lavorando già da qualche anno e che avrebbe potuto cambiare, secondo i sindaci interessati, il destino degli impianti di risalita di Prada , che il prossimo agosto dovranno chiudere definitivamente in assenza di quei finanziamenti necessari per ricostruire la funivia.

L’accusa che viene rivolta alla Provincia è quella di aver cercato in ogni modo di evitare la chiusura degli impianti di Malga San Giorgio, non dando ascolto alle proposte e alle esigenze delle località sciistiche del Baldo. Il sindaco di San Zeno di Montagna, Graziella Finotti, ha a tal proposito sottolineato come, diversamente da San Giorgio, il problema della località non siano i debiti, dal momento che la funivia è in attivo ed avrebbe portato oltre 50mila visitatori anche la scorsa estate. È la mancanza di quei 11 milioni di euro necessari alla ricostruzione e alla valorizzazione dell’impianto di Prada ciò che preoccupa l’amministrazione locale.

E mentre da una parte continuano le proteste e l’attività per salvare San Giorgio, dall’altra arriva la promessa che continueranno a battersi per il salvataggio e la valorizzazione di Prada.

La Redazione