Cyberbullismo, Donazzan:«L’educazione è l’unica arma»

L'assessore Elena Donazzan è intervenuta all'evento "Al di là dello schermo - Conoscere i social per usarli in maniera responsabile" dedicato a comprendere l'impatto dei social sulla quotidianità, attraverso un confronto fra esperti.

Elena Donazzan, assessore regionale all'Istruzione e al Lavoro
Elena Donazzan, assessore regionale all'Istruzione e al Lavoro

«Il tema della presenza online, di tutto ciò che si svolge online come dentro un’altra vita in rete e l’impiego di strumenti che, di per sé sono neutri, ma in funzione di come vengono utilizzati possono diventare fonte di pericolo e storture, è tutto da approfondire in una società pervasa dalla rete. Al mondo della scuola, studenti in primis, oggi si chiede di aiutare le istituzioni a trovare una chiave di lettura affinché le storture siano individuate in anticipo e, se possibile, corrette prima che diventino pericoli o, peggio ancora, dannose».

Così questa mattina l’assessore regionale all’istruzione Elena Donazzan è intervenuta in collegamento all’evento “Al di là dello schermo – Conoscere i social per usarli in maniera responsabile” promosso dall’Istituto Superiore per il Made in Italy che, assieme a DIEFFE afferisce al Polo Didattico Fondazione San Nicolò. L’appuntamento era dedicato a comprendere l’impatto dei social sulla nostra vita attraverso un confronto fra esperti per stimolare lo spirito critico indispensabile per orientarsi tra informazioni e fake news, senso di responsabilità e cyberbullismo, opportunità e pericoli. 

«In questo contesto la Regione del Veneto ha il ruolo di ascoltare e condividere una via con le altre istituzioni e i soggetti coinvolti – puntualizza Donazzan – perché gli esempi di devianze e storture sono all’ordine del giorno, fatte di violenza verbale che passa attraverso immagini e contenuti. Le normative possono solo tentare di arginare il fenomeno, ma prima devono esserci l’educazione e la responsabilità, fattori certamente individuali ma anche di comunità». 

L’Assessore si è soffermata poi su un episodio personale di cyberbullismo. «Ho voluto condividere con i ragazzi un episodio che mi ha riguardato, e noto ai più, di estrema violenza per la percezione che ho avuto direttamente – ha raccontato l’assessore regionale all’istruzione del Veneto, – una lapidazione virtuale con parole, che mi ha fatto provare la sensazione di voler scomparire. Ho condiviso con i ragazzi questa sensazione dicendo loro che se io, a 48 anni, ho provato questo sentimento di paura e desolazione, mi sono chiesta e continuo a chiedermi che cosa può accadere ad un giovane che di paure ne ha molte di più ed è molto più fragile». «Anche questa è la rete, che va usata correttamente – conclude l’assessore, – oggi si tende a considerare massima espressione di libertà espressiva quella che si manifesta attraverso social e web. Ma va considerato che, se è vero che la critica è legittima e il pensiero libero, mio valore fondamentale, rimane pur vero che il libero pensiero non è offese e minacce, e né tanto meno prevaricazione o dittatura».

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