Cuore artificiale a Verona, dimesso il primo paziente

di Alessandro Bonfante

| 10/06/2025
Decorso regolare per il 52enne veronese che ha avuto la sostituzione completa dell’organo naturale, in attesa di un donatore. L’innovativo dispositivo Carmat costa 200mila euro e ne sono stati impiantati meno di 40 al mondo.

È una prima volta per l’Azienda ospedaliera di Verona, che apre una strada nuova per la cardiochirurgia. Lo scorso 26 marzo è stato impiantato in un paziente il cuore interamente artificiale “Carmat”. L’uomo, veronese di 52 anni, è stato dimesso una settimana fa e ora è a Lonigo per la riabilitazione, ma a breve tornerà a casa.

Si tratta di uno strumento di ultima generazione, di produzione francese, che fa da ponte in attesa del trapianto di cuore da donatore. Costa circa 200mila euro e può essere utilizzato indicativamente per sei mesi, fino a massimo due anni, ma è un salvavita nel caso di persone con insufficienza cardiaca avanzata.

A fare l’intervento, durato più di 8 ore, è stata l’équipe multidisciplinare coordinata dal professor Giovanni Battista Luciani. Ci ha spiegato la specificità dell’operazione.

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Decorso regolare

L’uomo aveva avuto un anno fa una cardiopatia ischemica grave, un infarto che gli ha lasciato uno scompenso cardiaco importante in continuo peggioramento e per il quale andava presa la soluzione chirurgica salvavita per consentirgli di arrivare al trapianto. Al momento del ricovero, il paziente presentava condizioni cliniche in rapido deterioramento e ipertensione polmonare.

L’operazione è andata bene, così come regolare è stato il decorso nelle due settimane in Terapia intensiva Cardio-toraco-polmonare, seguito dai cardiochirurghi e dagli anestesisti, e la degenza ordinaria di altri due mesi in reparto di Cardiochirurgia.

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Dispositivo di ultima generazione

È un device meccanico di ultima generazione, realizzato in Francia da Carmat, che riproduce esattamente la funzione di entrambi i ventricoli del cuore naturale. È salvavita nel caso di persone con insufficienza cardiaca avanzata per i pazienti con scompenso cardiaco biventricolare dovuto a disfunzione del ventricolo sinistro e destro, e che sono in attesa di trapianto oppure che addirittura non sono neppure candidabili a trapianto cardiaco.

Il cuore artificiale sostituisce interamente l’organo naturale attraverso un intervento complesso di rimozione in circolazione extracorporea e successivo impianto nel torace del device tecnologico, capace di generare lo stesso flusso sanguigno pulsato del cuore nativo. Il cuore artificiale, dal costo di 200 mila euro, presenta quattro caratteristiche innovative:

  • biventricolare per sostituire entrambi i ventricoli,
  • valvole biologiche che permettono una terapia anticoagulante meno aggressiva,
  • pulsatile per generare il flusso sanguigno,
  • automatico con sensori che regolano il funzionamento in base allo sforzo.

Il lavoro di molti

L’intervento chirurgico è stato realizzato con successo dalla squadra multidisciplinare coordinata dal professor Giovanni Battista Luciani, direttore Cardiochirurgia, composta dal cardiochirurgo Livio San Biagio, dal professor Leonardo Gottin, direttore Anestesia e Terapia Intensiva Cardio-Toraco-Vascolare, dal dottor Rocco Tabbì, coordinatore tecnici di perfusione extra-corporea, Enrico Marcolungo e Serena Pedrini, giovani infermieri strumentisti in Cardiochirurgia.

Questa è l’équipe che si è formata sull’impianto della nuova tecnologia, ma l’assistenza clinica anche post operatoria è stata realizzata da decine di altri professionisti sanitari: infermieri di area critica, strumentisti, medici anestesisti, perfusionisti, fisioterapisti, nurse di anestesia, tecnici di radiologia.

Presenti in conferenza stampa: Callisto Marco Bravi direttore generale AOUI, Pier Francesco Nocini Magnifico Rettore Università di Verona, Matilde Carlucci direttore sanitario, Giovanni Battista Luciani direttore Cardiochirurgia, Leonardo Gottin direttore Anestesia e Terapia Intensiva Cardio-Toraco-Vascolare, équipe chirurgica: Livio San Biagio cardiochirurgo, Rocco Tabbì coordinatore tecnici di perfusione extra-corporea, Emanuela Zonzini, caposala Cardiochirurgia.

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