Zaia: «Cruciale la settimana prossima. Il nemico ora è a Verona»

Il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha sottolineato come la prossima settimana sia cruciale per avere un quadro più definito dell'emergenza. Verona preoccupa ancora perché «si trova in una fase di focolaio importante»

Appuntamento fra sette giorni. E’ questo l’arco temporale che ha dato Luca Zaia oggi in conferenza stampa per avere una visione più definita e chiara dei provvedimenti restrittivi che, secondo il governatore, avrebbero iniziato a dare dei risultati in termini di contenimento del virus Covid-19. «Dipenderà anche molto da quanto saremo bravi nei prossimi giorni. -sottolinea il Presidente della Regione – Con molta probabilità prorogherò l’ordinanza, non si dirvi quando e per quanto tempo, so dirvi solo che i modelli ci dicono che i prossimi giorni saranno decisivi per intravedere un cambio di direzione. Quello che posso dirvi ancora una volta è di stare a casa».

Zaia ha iniziato la conferenza con un richiamo: «Devo dare qualche tiratina d’orecchie. Sono arrivate ieri molte segnalazioni di persone che camminavano in giro, nei campi, da soli o col cane. Evidentemente non hanno capito quello che abbiamo detto fino a questo momento. Non rispettare le regole significa mettere a rischio la vita altrui e quella degli altri. Non vogliono capire che le restrizioni sono fatte per uscire più in fretta possibile da questa situazione dura per tutti».

Il Presidente è tornato ancora una volta sulla provincia scaligera: «La provincia di Verona è in una fase di focolaio importante, paga lo scotto delle contingenze ovvie, per esempio la contiguità con i focolai di Brescia. E’ proprio nel veronese che stiamo allestendo nuovi posti in terapia intensiva e ulteriori posti letto. Manderò anche il manager Paolo Rosi, responsabile del 118 Veneto, a coordinare tutte le attività necessarie e urgenti. Come in guerra, il nemico si sposta e oggi il nemico, il coronavirus, è là, nel veronese».

Questione case di riposo: «Continueremo a fare tamponi nei prossimi giorni e a intensificarli – ha proseguito il Governatore – Siamo a fianco dei famigliari che non possono vedere i parenti e, in alcuni casi, li vedono morire senza poterli salutare. Vogliamo evitare la strage in questi luoghi dove il virus trova più facilmente candidati per il suo piano di morte. Forniremo ancora mascherine, che sono iniziate ad arrivare questa settimana. Nei prossimi giorni dovremmo avere una prima grande fornitura».

Passando ai numeri, Zaia ha ricordato il numero 100 mila, che è il prossimo traguardo di tamponi effettuati fino a questo momento. «Il mondo intero si è accorto che i tamponi funzionano. – ha ironizzato – Arriveranno, inoltre 700 mila kit per tamponi istantanei che andranno ad integrarsi con quelli effettuati negli ospedali».

Sul bollettino odierno, Luca Zaia ha ricordato che ad oggi «abbiamo 2064 persone in isolamento, 8358 positive al Covid-19, numero crescente in virtù proprio della campagna tamponi, 1941 ricoverati, ci stiamo avvicinando a quota 2000, 355 persone in terapia intensiva, 392 i decessi, 715 i dimessi, 59 nati».

La conferenza si è chiusa con una battuta sullo stanziamento di ieri di 4,3 miliardi da parte del Governo Conte: «Meglio di niente. Servirebbe però un bel piano Marshall come ha fatto la Germania che ha stanziato per l’emergenza 550 miliardi di euro».

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Posted by Luca Zaia on Sunday, March 29, 2020