Verso un nuovo sistema per il Veneto che invecchia

servizio civile per anziani

Oggi in Regione tre tavoli tecnici per elaborare una riforma del sistema della non autosufficienza. L’assessore Lanzarin: «Vogliamo costruire una rete multiservizi omogenea per fornire servizi adeguati ad una popolazione che sta invecchiando».

Il Veneto invecchia e si interroga sulla capacità di farsi carico degli anziani gravi e non più autosufficienti. Secondo i dati Istat, circa 230 mila persone sono potenzialmente a rischio di perdere la propria autosufficienza. Il Veneto risulta essere tra le regioni più attrezzate, con un’offerta di residenzialità di circa 31 mila posti letto.

Lo scorso anno oltre 12 mila over 65 sono rimasti in lista di attesa per aver accesso al servizio assistenziale per non autosufficienti. Un numero che, secondo i calcoli, è destinato ad aumentare nei prossimi anni. Solitudine, patologie croniche e demenze incideranno sempre di più nello stato di salute degli anziani. E anche calcolando la rete informale delle badanti e i servizi di assistenza domiciliare, l’attuale copertura dei servizi si rivelerà insufficiente.

Queste riflessioni sono il filo conduttore dei tre tavoli tecnici convocati oggi dall’assessore alla sanità e al sociale della Regione Veneto Manuela Lanzarin. L’obiettivo è quello di elaborare una riforma complessiva del sistema della non autosufficienza.

«Nel sistema attuale prevale l’offerta di servizi residenziali, con rette giornaliere a carico del cittadino variabili tra i 49 e gli 77 euro al giorno – dichiara l’assessore Lanzarin–. Vogliamo costruire una rete multiservizi omogenea in tutto il territorio regionale, nella quale le nuove Ipab, ripensate come aziende pubbliche di servizi alla persona, siano un tassello organico della programmazione sociosanitaria. L’obiettivo è fornire servizi adeguati ad una popolazione che sta invecchiando e alle famiglie».

Tra i problemi da affrontare ci sono la disomogenea distribuzione territoriale dei servizi, l’eterogeneità dell’offerta erogata nelle diverse Ulss. E ancora, la sostenibilità dei costi di gestione e il modello di remunerazione, le differenze di trattamento fiscale, giuridico e amministrativo tra i diversi gestori servizi, l’incidenza delle tariffe.

Nel prossimo incontro, entro l’estate, l’amministrazione presenterà la riforma ha in mente per garantire risposte adeguate ai nuovi fabbisogni.