Un’aula per Antonio Megalizzi, questa mattina la cerimonia al Polo Zanotto

Una cerimonia breve ed emozionante, quella che si è svolta al Polo Zanotto questa mattina, all’Università di Verona. Il rettore uscente Nicola Sartor e il Direttore del Dipartimento di Civiltà e Cultura prof. Arnaldo Soldani hanno inaugurato la targa che da oggi intitola la principale aula dell’ateneo ad Antonio Megalizzi, il giovane cronista ed ex studente dell’ateneo scaligero, rimasto ucciso durante un attentato a Strasburgo l’11 dicembre 2018.

«Vogliamo che l’intera comunità accademica di Verona continui a ricordare la presenza che Antonio Megalizzi ha avuto tra di noi come studente e come laureato in Scienze della Comunicazione – ha detto il professor Soldani a margine della commossa cerimonia –  ma continuo a ricordare anche ciò che Antonio Megalizzi è stato dopo aver concluso il suo periodo di formazione presso la nostra Università. Lui qui ha maturato non solo la strumentazione professionale  per poter svolgere poi quella che sarebbe diventata la sua professione di giornalista radiofonico, ma ha appreso anche quei valori di civiltà di cultura e di apertura verso l’Europa che lo hanno guidato nelle sue scelte successive.»

«In questa fase di grandi dibattiti sull’Europa, credo che tutti noi, a partire dai nostri studenti, abbiamo bisogno di riflettere su quello che figure come Antonio Megalizzi ci vogliono comunicare tutti i giorni: un forte impegno per mantenere vivo dentro di noi l’ideale europeo, l’idea di un’Europa che è stata la più grande fucina di pace, cultura e civiltà del nostro tempo. »

«Per noi è molto importante che ad essere intitolata ad Antonio sia un’aula universitaria – gli ha fatto eco Caterina Moser, caporedattrice di Eurofonica – dato che il nostro lavoro si svolge in Università. Eurofonica è un format di radio interna al circuito delle radio universitarie ed è dentro l’Università che ci siamo conosciuti.  Di Antonio porteremo sempre con noi il suo modo elegante e la sua capacità di spiegare in maniera semplice le tematiche difficili dell’Unione europea, anche smontando i miti e le bufale che spesso girano quando sentiamo parlare di Europa.»