Tosi: «Complimenti a Salvini. Ora deve governare»

Flavio Tosi

Flavio Tosi, già Sindaco di Verona ed ex vicesegretario della Lega, commenta il voto delle elezioni europee, in particolare il successo del Carroccio. E spera in una rivoluzione interna a Forza Italia per dar vita a qualcosa di realmente nuovo.

«Bisogna fare i complimenti a Salvini e riconoscergli i meriti di una comunicazione efficace. Quello della Lega è un risultato straordinario» commenta Flavio Tosi all’indomani delle elezioni europee. «Un risultato che ovviamente mette di fronte Salvini a ulteriori di responsabilità di governo, in particolare sui temi economici. Temi finora appaltati all’agenda dei 5 Stelle, con il risultato di sole misure assistenziali».

«Ora Salvini annuncia un’accelerata sull’abbassamento delle tasse e sulla riforma della giustizia, e promette che non aumenterà l’Iva: una sorta di miracolo. Condividendo gli obiettivi, bisognerà però vedere come farà concretamente. Infatti, le risorse di bilancio sono limitate e gli assetti europei sostanzialmente non sono cambiati. Il popolare Weber, candidato alla presidenza della Commissione Ue, ha confermato l’alleanza con liberali, socialisti e verdi, che insieme hanno la stragrande maggioranza del Parlamento europeo. Il rischio dunque è di un’Italia sempre più isolata in Europa».

Tosi analizza poi i risultati nel loro complesso. «Il crollo dei 5 Stelle è di facile lettura. La loro politica giustizialista, inconcludente, qualunquista ha stancato gli italiani, che chiedono prese di posizione e concretezza. Forza Italia si avvia al tramonto, in Veneto addirittura è superata da Fratelli d’Italia, che invece ha avuto un ottimo risultato. Una debacle storica quella azzurra e purtroppo comprensibile. Al netto della generosità di Berlusconi, il partito non ha saputo e voluto rinnovarsi nei suoi quadri dirigenti, cercando solo di conservare vecchie rendite di posizione e le poltrone dei soliti noti. Ed è un peccato, perché Forza Italia è l’ultimo partito autenticamente liberale che sia rimasto, ma se si vuole salvaguardare quell’area politica serve una rivoluzione interna per dar vita a qualcosa di realmente nuovo che continui a rappresentare i ceti produttivi nell’ambito del centro destra».