Temporale nella notte, SOS delle associazioni agricole di categoria

Violenti nubifragi questa notte attorno alle 4 in tutta la provincia di Verona. La zona più colpita è il Basso Veronese, con danni enormi dovuti soprattutto a forti raffiche di vento che hanno divelto piante, scoperchiato tetti e danneggiato casolari e strutture. Confagricoltura segnala in particolare le zone di Cologna Veneta, Sorgà, Legnago, Erbé, Albarella, Zevio, Colognola, San Martino. A Zevio un fulmine ha colpito l’albero di un’azienda agricola, a Macaccari è caduto anche qualche comignolo. Cia Verona lancia l’allarme anche dal confine con il Mantovano dove si è abbattuta una tromba d’aria, scoperchiando strutture agricole e causando danni ingenti alle colture.

Non vedevo una cosa simile da un sacco di tempo – riferisce Paolo Ferrarese, presidente di Confagricoltura Verona, proprietario di un allevamento di vacche da latte al confine con il Mantovano -. Alle 3.50 si è scatenato il finimondo con pochissima acqua e grandine, ma una tromba d’aria che ha fatto volare via le coperture delle stalle e i tetti delle case, sradicando pioppeti di due o tre anni nelle zone di Erbé e Sorgà. Al confine con il Mantovano ci sono tralicci in mezzo alle strade, strutture agricole danneggiate, linee telefoniche e Internet saltati. Si parla di danni per centinaia di migliaia di euro, anche se i conti reali si faranno nei prossimi giorni”.
Nelle zone di Zevio la grandine e il vento hanno danneggiato moltissimi frutteti. A Raldon si è verificata una tromba d’aria. “Interi filari di piante sono stati sradicati dal vento – riferisce Pietro Spellini, frutticoltore e vicepresidente di Confagricoltura Verona -, danneggiando in alcuni casi perfino le reti antigrandine. Chi era senza reti ha riportato danni ancora più gravi, con quintali di frutta da mandare al macero”.

Molte le piante sradicate e i frutteti danneggiati – riferisce anche Andrea Lavagnoli, presidente di Cia Verona (Confederazione italiana agricoltori) -. In particolare, al confine con il Mantovano nella zona di Roncolevà-Castelbelforte, si sono verificati grossissimi danni ai seminativi, che in certi casi arrivano fino al 95%. Danni, in particolare, al mais e al frumento. Una nostra azienda, che ha 70 ettari a seminativo, ha l’intero raccolto da buttare, danni per decine di migliaia di euro. Il lavoro di una stagione andato in fumo, che va ad aggiungersi alle difficoltà causate dalla scarsa redditività delle colture e dalla forte concorrenza straniera, che non consente alle aziende di garantirsi una rendita in grado di far fronte anche questi devastanti fortunali”.

Altre aziende, nella zona di Roncolevà-Castelbelforte, hanno avuto danni con il mais. “Già due settimane fa, nelle zone di Castagnaro e Villa Bartolomea – sottolinea Lavagnoli -, la grandine aveva rovinato la soia, mentre il forte vento aveva allettato il mais. Sempre a causa del vento e della pioggia, il frumento ha avuto una resa inferiore del 30 per cento e, a causa delle ingenti quantità di pioggia scese in questa stagione, la percentuale di glutine è più bassa rispetto ai valori normali”.