Svolta nell’omicidio di Marano: arrestati i presunti responsabili

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Arrestati nella notte con un blitz dei carabinieri i presunti responsabili dell’omicidio di Luciano Castellani

Al termine di una lunga ed articolata indagine condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Verona, avrebbero finalmente un volto i componenti della banda che nella notte del 28 settembre scorso assaltarono l’abitazione di Luciano Castellani nella frazione di Valgatara del Comune di Marano di Valpolicella e, nel corso di un cruento tentativo di rapina, lo massacrarono di botte fino a provocarne la morte. L’uomo, che aveva 72 anni, era molto noto in paese ed era il titolare della trattoria “Agnella”, situata al pianterreno della casa ove viveva al primo piano.

Ad irrompere intorno alla mezzanotte nella sua abitazione attraverso una finestra del primo piano, servendosi di una scala, sarebbe stato un gruppo di cittadini di origine rumena.

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Luciano Castellani, la vittima

I soggetti sono destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare emessa nei giorni scorsi dal G.I.P. del Tribunale di Verona Dott. Luciano Gorra, che ha accolto la richiesta del Sostituto Procuratore Dott.ssa Elisabetta Labate, della Procura della Repubblica di Verona, che ha coordinato le indagini ed ha condiviso appieno le risultanze acquisite dai Carabinieri.

Il blitz dei Carabinieri è scattato nel cuore della notte. Sono le 3 quando i militari dell’Arma ed i colleghi rumeni si muovono simultaneamente a Padova ed a Costanza; accerchiano le abitazioni interessate e poi, simultaneamente fanno irruzione negli appartamenti occupati dagli indagati che, colti di sorpresa nel sonno, non hanno neanche il tempo di comprendere cosa stia accadendo.

In pochissimo tempo i componenti del gruppo si ritrovano in manette e, al termine delle operazioni di perquisizione ed identificazione, vengono accompagnati nelle rispettive carceri, ad eccezione dell’unica donna, per la quale invece sono stati disposti gli arresti domiciliari.

Gli arrestati sono ora a disposizione dell’autorità giudiziaria, che nei giorni a seguire effettuerà gli interrogatori di garanzia.