Spacciatore in carcere con 43 capi d’accusa

Detenzione di stupefacenti, violenza domestica e rapina.  Questi alcuni dei 43 reati contestati a Samir Tamr, irregolare algerino di 37 anni, in carcere dallo scorso  maggio. Lo annuncia oggi il vicequestore Roberto Di Benedetto in conferenza stampa alla Questura di Verona.

Tutto inizia nel luglio 2018 quando Tamr viene avvistato in Piazza Erbe a Verona. Dove non potrebbe trovarsi, stante il divieto di dimora per resistenza a pubblico ufficiale a lui applicato. La misura cautelare viene sostituito dalla custodia in carcere.

Dopo l’arresto, gli inquirenti raccolgono la denuncia a suo carico di una ragazza di 20 anni, obbligata ad una relazione dietro minaccia di divulgare video intimi se lei lo abbandona. Scatta ad ottobre 2018 una seconda ordinanza per violenza sessuale e atti persecutori.

Nel maggio di quest’anno il gip Ferraro firma una terza ordinanza che contesta all’uomo 39 capi di imputazione, tra cui “cessione di stupefacenti, rapine, atti persecutori, lesioni personali, maltrattamenti in famiglia”.

Gli inquirenti hanno ricostruito l’attività di spaccio di Samir, che dal 2008 era diventato un punto di riferimento per il giro della cocaina a Verona, con almeno 32 clienti abituali in centro storico. Incontrava i suoi clienti nei bar, fingendosi un avventore, e concludeva le vendite.

E ancora si aggiungono rapine, minacce, uso indebito di carte di credito. Tutti fatti denunciati dalle vittime, ora che il loro persecutore si trova agli arresti.