Quattro milioni di euro per la ricerca veronese

Il Ministero finanzierà 35 progetti dell’ateneo scaligero grazie al bando Prin 2017, progetti di rilevante interesse nazionale destinati alla ricerca e al rafforzamento delle basi scientifiche del nostro Paese. Sono dieci i docenti di ateneo coordinatori a livello nazionale.

Il programma Prin (Progetti di ricerca di rilevante interesse Nazionale) è destinato al finanziamento di progetti di ricerca pubblica, allo scopo di favorire il rafforzamento delle basi scientifiche nazionali e rendere più efficace la partecipazione alle iniziative relative ai Programmi Quadro dell’Unione Europea.

Il meccanismo di assegnazione dei fondi del Miur è basato su precisi principi guida: l’alto profilo scientifico del coordinatore nazionale e dei responsabili di unità operativa; l’originalità, adeguata metodologia, impatto e fattibilità del progetto di ricerca; la finanziabilità dei progetti in ogni campo di ricerca; un adeguato sostegno finanziario garantito dal Miur. Il programma si articola in tre linee d’intervento, quella principale su cui sono stati presentati 3.477 progetti per una dotazione di 305 milioni, quella dedicata ai giovani con 422 progetti presentati per 22 milioni di euro di finanziamento e quella dedicata al sud con 653 progetti per uno stanziamento di 64 milioni.

Per quanto riguarda l’ateneo veronese, sono sette le ricerche finanziate al dipartimento di Biotecnologie che otterrà quasi un milione di euro, sei quelle del dipartimento di Culture e Civiltà sostenuto con oltre 530 mila euro e sei anche a Medicina con più di 800 mila euro. Il dipartimento di Informatica, quello di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento e quello di Lingue e Letterature straniere riceveranno più di 400 mila euro. I due i progetti di Scienze economiche saranno sostenuti con un importo di 11 mila euro, quelli di Scienze umane otterranno circa 200 mila euro e il progetto del dipartimento di Scienze giuridiche avrà un finanziamento di quasi 100 mila euro.

«I risultati conseguiti dal nostro Ateneo in termini di finanziamenti di progetti di rilevante interesse nazionale (PRIN) messi a bando dal Miur sono lusinghieri e confermano la validità dei gruppi di ricerca presenti nei Dipartimenti universitari – spiega il Rettore Nicola Sartor -. Il tasso di successo è superiore alla media nazionale e i progetti finanziati riguardano tutte le quattro le macro-aree in cui si articola l’Ateneo. Sono sicuro che questi finanziamenti contribuiranno a sviluppare ulteriormente la ricerca fondamentale generando nei prossimi anni ricadute positive anche sulla ricerca applicata».

A Verona andrà il coordinamento nazionale di dieci progetti, mentre per gli altri 25 sarà responsabile di unità operativa in collaborazione con altre università ed enti di ricerca italiani. Di seguito una descrizione dei progetti di coordinamento nazionale.

Chiralab: verso uno strumento economico e portatile per la bioanalisi basata sui test di luminescenza e assorbimento enantiospecifici”, Marco Giovanni Bettinelli, docente del dipartimento di Biotecnologie. Si prevede la realizzazione di uno strumento prototipo in grado di effettuare analisi, anche quantitative, di molecole di interesse biomedico usando la luce. Ciò avverrà usando complessi asimmetrici (chirali) di ioni lantanidi che emettano una delle due componenti della luce polarizzata circolarmente, e molecole organiche chirali in grado di assorbire selettivamente una di tali componenti.

La ricezione delle opere classiche nel teatro inglese rinascimentale“, Silvia Bigliazzi, docente del dipartimento di Lingue e letterature straniere. Il progetto mira a colmare una profonda lacuna nella percezione del ruolo della tradizione letteraria antica, soprattutto greca, nell’Inghilterra fra Cinque e Seicento, proponendo di elaborare il primo studio completo delle molteplici forme di ricezione della tradizione classica, greca e romana, nella cultura del Rinascimento inglese, con particolare riguardo al dramma e alle pratiche teatrali.

Mapping Chivarly, identificare i romanzi cavallereschi spagnoli dal Rinascimento al XXI secolo: un approccio digitale”, Anna Bognolo, docente del dipartimento di Lingue e letterature straniere. Il progetto intende studiare e mappare, con gli strumenti delle digital humanities, la diffusione internazionale dei romanzi cavallereschi spagnoli del Rinascimento, che furono i primi best seller globali dell’era moderna.

Il bene e il male dell’esperienza sensoriale: comprendere l’impatto degli stimoli emotivi sulla cognizione e sul comportamento, e i meccanismi del cervello per affrontarli”, Leonardo Chelazzi, docente del dipartimento di Neuroscienze, biomedicina e movimento. La ricerca ha lo scopo di comprendere come alcuni stimoli sensoriali, caratterizzati da una rilevanza emotiva, possano catturare automaticamente la nostra attenzione e elicitare reazioni comportamentali impellenti e quali meccanismi neurocognitivi consentano invece di sopprimere queste tendenze automatiche per conseguire i propri obiettivi.

Le parti del discorso incontrano la retorica: alla ricerca della sintassi, nella continuità tra Medioevo ed Età moderna”, Paola Cotticelli, docente del dipartimento di Culture e civiltà. Il progetto ricerca nello studio di testi medievali e rinascimentali quali grammatiche, glossari, opere di retorica e trattati filosofici il ruolo della sintassi, esplorandone i contenuti ereditati dai grammatici latini (Prisciano).

Analizzare le analisi di programma (ASPRA)“, Roberto Giacobazzi, docente del dipartimento di Informatica. Il progetto ASPRA è dedicato allo studio, prevalentemente teorico, degli strumenti di analisi e verifica del codice, ovvero quegli strumenti dedicati al debugging, alla verifica di correttezza e alla sicurezza di programmi e algoritmi. L’obiettivo ultimo è avere una teoria della calcolabilità (ovvero di ciò che è algoritmicamente fattibile) che prenda in esame la qualità del codice come parametro fondamentale.

RE-SERVES, la ricerca al servizio delle fragilità educative“, Marcella Milana, docente del dipartimento di Scienze umane. RE-SERVES esplorerà le relazioni tra educazione, vulnerabilità, fragilità e identità di gruppi e comunità in Italia, attraverso la ricerca su: disimpegno civico, comportamenti aggressivi e violenti degli adolescenti, esclusione sociale ed economica dei giovani, e fragilità dei migranti e dei minori non accompagnati.

HiDEA: econometria avanzata per dati ad alta frequenza”, Roberto Renò, docente del dipartimento di Scienze Economiche. Gli algoritmi hanno reso i mercati più liquidi ed efficienti? Perché il mercato ogni tanto crolla senza alcun motivo apparente? E perché i trader, ogni tanto, smettono del tutto di scambiare i titoli? Come si riconosce un trader che ha più informazioni sul vero valore dei titoli? Il progetto HiDEA tenterà di rispondere a queste domande utilizzando l’econometria.

ACTLIFE: uno stile di vita attivo basta per avere salute e benessere?”, Federico Schena, docente del dipartimento di Neuroscienze, biomedicina e movimento. Mancano ancora dati precisi sul corretto dosaggio qualitativo e quantitativo dell’attività fisica per avere benefici significativi. Questa ricerca, condotta tra sei università italiane, declinerà in modo accurato l’attività fisica, distinguendo tra attività motoria spontanea ed esercizio fisico mirato, in particolare in bambini e anziani.

La diversità aromatica dei vini bianchi italiani. Studio dei percorsi chimici e biochimici alla base delle caratteristiche sensoriali e dei meccanismi percettivi per lo sviluppo di modelli di precisione e di enologia sostenibile”, Maurizio Ugliano, docente del dipartimento di Biotecnologie. Uno dei principali e tutt’oggi poco compresi fenomeni alla base della vinificazione riguarda la formazione dell’aroma di un vino: da uve aromaticamente neutre si ottengono vini con caratteri olfattivi complessi e tipici della varietà d’uva a del suo territorio di provenienza.