PFAS: raddoppia la massa filtrante a Lonigo

Acqua pfas

Il direttore generale di Acque Veronesi annuncia un raddoppio della massa filtrante nella centrale di Lonigo da cui è partita l’emergenza Pfas. Il potenziamento garantirà maggiore sicurezza sui livelli di sostanze inquinanti, ora di nuovo a zero.

Emergenza Pfas rientrata. Almeno nell’acquedotto inizialmente incriminato per l’alta concentrazione di sostanze perfluoro-alchiliche presenti nell’acqua potabile. La recente installazione di una massa filtrante di 130mila chili di carboni attivi da parte di Acque Veronesi nella centrale di Lonigo ha permesso di ripristinare i limiti di 5 nanogrammi per litro, quindi zero, nei 26 comuni delle provincie di Verona, Vicenza e Padova serviti dall’impianto di proprietà della società consortile scaligera.

Francesco Berton, direttore generale di Acque Veronesi, ha annunciato oggi un ulteriore potenziamento che verrà effettuato nei primi mesi del 2018 e che garantirà ancora più sicurezza per i cittadini.

Un intervento a breve termine che anticiperà quello a lungo termine previsto dalla Regione Veneto per mezzo della società Veneto Acque che dismetterà progressivamente la centrale di Madonna di Lonigo per attivarne due nuove nel padovano e nel veronese entro i prossimi 4 o 5 anni.

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