L’omaggio dei “butei”, e non solo, al guerriero Elia

Hanno voluto esserci anche loro, ieri, i tifosi dell’Hellas ai funerali del piccolo Elia Rizzotti, il bimbo di 11 anni, tifosissimo del Verona, morto lunedì scorso in seguito a un virus che l’ha colpito dritto al cuore, senza lasciargli scampo. Cori e canti per salutare il piccolo eroe, il cui idolo era il capitano gialloblu Giampaolo Pazzini. Assieme a loro una folla commossa di persone, che stretta attorno ai genitori Thomas, Claudia e al fratello maggiore Mattia, ha atteso il feretro bianco sul sagrato della chiesa parrocchiale di San Pietro di Lavagno.

Una chiesa gremita per l’ultimo saluto a questo bimbo dagli occhi azzurri la cui morte ha sconvolto un’intera comunità. Presenti anche i compagni del Colognola ai Colli, squadra in cui Elia giocava, e i compagni di scuola della prima media della Don Lorenzo Milani.

«Elia non avrebbe mai voluto vedervi tristi, lui odiava la tristezza e invitava sempre alla gioia. Quello che è successo non si può spiegare, ma dobbiamo ricordare che Elia non è andato in panchina, continuerà a giocare» ha detto don Paolo Pasetto, parroco della parrocchia di Marcellise, che ha celebrato la messa.

Ieri e oggi in molti campi della serie A e della Serie B sono apparsi striscioni di solidarietà nei confronti della famiglia. Da Firenze, storica tifoseria gemellata, ma anche da Salerno. Segno che di fronte a un lutto così doloroso, anche le più acerrime rivalità lasciano spazio a gesti civili.