L’Espresso ha incontrato per le strade di Verona il prete accusato di abusi sui minori

Cammina per le strade della città tranquillamente Don Eliseo Pirmati, raggiunto a fine aprile da un ordine di carcerazione internazionale con l’accusa di pedofilia nei confronti di alcuni bambini sordi della succursale argentina dell’Istituto Provolo. L’Espresso ha incontrato il religioso, che vive ancora a Verona, mentre andava a messa.

I magistrati sudamericani hanno chiesto l’estradizione per l’ultraottantenne Don Pirmati che oggi risiede in una casa di cura del veronese. Intervistato da L’Espresso Pirmati ha sostenuto di non conoscere i provvedimenti delle autorità argentine e ha negato ogni coinvolgimento: «Non so niente, non c’entro niente. Sono un uomo qualunque della strada».

Altri due ordini di carcerazione sono stati staccati a seguito delle indagini sul Provolo di Plata, uno riguarda il sacerdote scaligero Nicola Corradi ora ai domiciliari, in attesa del processo a Mendoza. 

Gli inquirenti di La Plata, accusano Pirmati di almeno tre abusi nei confronti dei minori sordi che aveva in custodia,  violenze aggravate dalla minore età delle vittime (sotto i 13 anni) e dalla sua qualifica di ministro di culto religioso.

 

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