Kingsley: «Voglio solo lavorare»

Il ragazzo nigeriano multato dalla Polizia municipale di Verona per «aver impedito l’accesso al marciapiede» e per accattonaggio non “lascia” via XXIV Maggio, in Borgo Trento. Prosegue nella sua opera di pulizia quotidiana perché «gli sembra una cosa onesta». Intanto Giorgio Gabanizza, politico della sinistra veronese che aveva denunciato il fatto è pronto a creare un’associazione per chi, come Kingsley, vuole rendersi utile.

Ha fatto scalpore, arrivando alla cronaca nazionale, la notizia diffusa sei giorni fa dal giornalista Lillo Aldegheri, seguita poi dal collega Davide Orsato, entrambi del Corriere di Verona, il quale riportava il caso di un ragazzo di origine nigeriana, di 29 anni, arrivato in Veneto nel 2015, che era stato multato il 30 giugno scorso dagli agenti della Polizia locale mentre stava raccogliendo le foglie con una scopa su un marciapiede di via XXIV Maggio, nel quartiere di Borgo Trento.

Una sanzione amministrativa di 100 euro complessivi, di cui 50 per aver «impedito l’accesso al marciapiede», come previsto dal decreto legge 14 del 2017, e altri 50 per la norma antiaccattonaggio. Ad assistere alla scena anche Giorgio Gabanizza, volto noto della sinistra veronese, residente proprio in quella zona, che ha denunciato l’accaduto.

Giorgio Gabanizza

Sulla vicenda, che già nelle prime ore dopo l’uscita sul giornale aveva creato clamore, era intervenuto l’assessore Daniele Polato, il quale aveva dichiarato che «esiste un regolamento di Polzia urbana e gli agenti, se chiamati ad intervenire, sono obbligati a recarsi sul posto e ad applicare le regole che sono uguali per tutti», precisando che «gli agenti hanno trovato un uomo che chiedeva l’elemosina e l’hanno sanzionato con una multa da 100 euro per accattonaggio. Se si fosse limitato a pulite la strada senza chiedere l’elemosina non sarebbe stato multato».

In questi giorni Kingsley ha ricevuto messaggi solidarietà, qualcuno l’ha pure cercato nelle vie di Borgo Trento. Ospite in un primo momento a Costagrande, ora il giovane è seguito da una cooperativa ed è ospitato in una struttura in ZAI a Verona. Sta ottenendo lo status di rifugiato e potrebbe tranquillamente lavorare in regola se qualcuno lo assumesse. Lui sta cercando lavoro, si è offerto ma nessuno sembra ascoltare il suo appello.

Intanto proprio Gabanizza sembra aver espresso la volontà di creare un’associazione per dare una veste giuridica all’attività di Kingsley e di altri ragazzi che stanno seguendo il suo esempio in vari quartieri della città. Una sorta di “Angeli del Bello” per restituire dignità a queste persone.