Il saluto e il monito di Mulas:”La mafia calabrese c’è anche qui, non si può fare finta di niente”

Oltre allo scambio di cordialità istituzionali, l’arrivederci del prefetto Salvatore Mulas, oggi, a Palazzo Barbieri, è stato caratterizzato da una commozione generalizzata che tra i protagonisti ha visto il sindaco Federico Sboarina:”E’ stato uno dei migliori prefetti che Verona abbia avuto”. Dalla gestione dei richiedenti asilo alla mafia, Mulas è stato un prefetto “d’azione”; nei suoi tre anni e mezzo di carica ha emesso 17 interdittive contro la criminalità organizzata.

Pensava di terminare la carriera a Verona, in questa città “bella, perbene”. Salvatore Mulas confida di essersi preso una mezz’ora “per dirlo a mia moglie” prima di consegnare il suo “sì” alla nuova carica. La nomina che lo strappa ai terreni scaligeri è quella di capo del dipartimento nazionale dei Vigili del Fuoco, del Soccorso pubblico e della Difesa civile che partirà ufficialmente il prossimo 4 febbraio. Una promozione, quella arrivata il 17 gennaio dal Consiglio dei Ministri, che rappresenta il culmine dei tanti riconoscimenti informali e formali che ha collezionato, negli anni della carriera torinese (nella Sezione Antiterrorismo) come sul suolo veronese (l’anno scorso ha ricevuto il premio Cangrande dalla Provincia per i meriti sul campo).

“Sono un uomo dello Stato, non ho mai preso decisioni a cuore leggero, e ringrazio davvero tutta la mia squadra, il sindaco e le istituzioni per aver lavorato nella stessa direzione di intenti, ovvero far vivere al meglio questa città anche in occasioni di grandi eventi, concerti, fiere.  – ha detto Mulas – Verona è una città sicura, con gente molto per bene, lavoratori e imprenditori che contribuiscono alla crescita e allo sviluppo del territorio. Attenzione però alla mafia, quella calabrese è al momento la più insidiosa e presente in tutto il mondo. Molto è stato fatto in questi anni, ma bisogna continuare a lavorare perché i tentacoli della malavita arrivano ovunque, soprattutto in provincia, dove ci sono tante attività economiche”.

“Verona perde un grande Prefetto, un uomo che di fronte alle difficoltà ha agito con impegno, cuore e coraggio, mettendo la faccia anche nelle decisioni più difficili o impopolari. In questo anno e mezzo, Comune e Prefettura hanno lavorato insieme in un crescendo di collaborazione. L’esordio non è stato dei più felici – ha ricordato sorridendo il sindaco e il riferimento è legata allosmistamento dei richiedenti asilo in città nei primi giorni dell’amministrazione Sboarina -, ma forse è servito a creare quel rapporto di franchezza, stima e fiducia che ha contraddistinto la nostra collaborazione. Mai come in questi mesi è stata forte e proficua la sinergia tra istituzioni e Forze dell’Ordine, con riunioni in Prefettura pressoché settimanali, a volte convocate anche nel giro di poche ore per risolvere situazioni specifiche o questioni urgenti. E’ grazie alla sinergia e al fare squadra che si ottengono risultati importanti. Un dato è certo. Nei tre anni di lavoro del Prefetto Mulas sono state firmate ben 17 interdittive antimafia, numero senza precedenti, per un fenomeno preoccupante su cui l’attenzione deve restare altissima. Il messaggio però è chiaro, la mafia qui non trova casa”.