Furto a Gardaland, bottino di 2.500 euro

In manette diciottenne di Legnago, sorpreso in flagranza del reato di rapina impropria dopo aver rubato uno zaino lasciato incustodito vicino ad un’attrazione.

Il 3 agosto scorso, verso le 23, la chiamata al 112 da parte della vigilanza che stava cercando di fermare una persona, datasi alla fuga lungo le vie del parco divertimenti, dopo il furto di uno zaino contenente tre telefoni cellulari, due caricabatterie, un paio di occhiali, tre portafogli e altri oggetti personali, per un controvalore totale di 2.500 euro.

Una pattuglia della Stazione CC di Peschiera del Garda è giunta immediatamente sul posto e ha avvicinato il personale del servizio di vigilanza del parco che ha riferito di aver appena fermato un ragazzo che aveva rubato dal deposito incustodito di zaini e borse posto nelle immediate adiacenze dell’attrazione “Fuga da Atlantide”.

Il proprietario dello zaino, prima di salire sull’attrazione, lo aveva lasciato nell’apposito deposito incustodito e, una volta sceso, aveva constatato che lo stesso era stato asportato, notando a poca distanza un giovane, successivamente identificato con il ladro, che in quel frangente stava rovistando all’interno di uno zaino identico al suo, riconoscendo tra l’altro i propri occhiali appoggiati sul pavimento. L’uomo si è quindi avvicinato al diciottenne che si è dato alla fuga. Un addetto al servizio di vigilanza, notando tutta la scena, si è messo all’inseguimento del malfattore, riuscendo a bloccarlo dopo una lunga corsa. A quel punto, però, il ragazzo ha provato in tutti i modi a divincolarsi, ingaggiando una colluttazione con la guardia giurata, a seguito della quale la stessa ha riportato lievi lesioni.

Considerata la flagranza del reato, i gravi indizi di colpevolezza e la gravità del fatto, il ragazzo è stato dichiarato in stato d’arresto. Terminati gli accertamenti, è stato accompagnato presso gli Uffici del Comando Compagnia di Peschiera del Garda per essere sottoposto a rilievi foto segnaletici in quanto sprovvisto dei documenti personali di riconoscimento e per la compilazione degli atti di rito, rilevando altresì che lo stesso risulta gravato da plurimi precedenti di Polizia tra cui varie denunce per furto, ricettazione, lesioni personali, resistenza a Pubblico Ufficiale e porto abusivo di armi.

Dopo una notte passata in cella, il giovane è stato tradotto la mattina del 05 agosto presso il Tribunale di Verona, dove è stato giudicato con rito direttissimo, nell’ambito del quale ha patteggiato ed è stato condannato a due anni e quattro mesi di reclusione con pena sospesa e 600 euro di multa.