Endometriosi, Negrar è centro d’eccellenza

La ginecologia dell’ospedale Don Calabria riconosciuta dalle nuove schede ospedaliere centro di riferimento regionale per la cura dell’endometriosi. Sabato 8 giugno il congresso annuale alla Cantina della Valpolicella.

L’endometriosi non si cura solo con la chirurgia e nemmeno unicamente con la terapia ormonale, ma richiede anche un radicale cambiamento dello stile di vita.  Questo il fil rouge che caratterizza il congresso “Nuove strategie terapeutiche, stili e qualità della vita della donna: un approccio armonico alla paziente con endometriosi”. L’evento è in programma per sabato 8 giugno nella Sala Congressi della Cantina della Valpolicella di Negrar.

L’incontro scientifico è organizzato dal dottor Marcello Ceccaroni, direttore del Dipartimento per la tutela della salute e della qualità di vita della donna dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria. Il Dipartimento è riconosciuto dalle nuove schede ospedaliere Centro di riferimento regionale per la cura dell’endometriosi. Un riconoscimento costruito negli anni, durante i quali la Ginecologia di Negrar ha raggiunto livelli di eccellenza internazionali, in particolare nell’ambito chirurgico per la soluzione dell’endometriosi severa. Al convegno interverranno specialisti ginecologi dell’IRCCS di Negrar ed esperti provenienti da altre realtà nazionali.

Sono il 68% le pazienti da fuori regione che accedono al “Sacro Cuore Don Calabria” per l’endometriosi, ma sono “solo” 1.500 gli interventi effettuati. La chirurgia, infatti, non è l’unica soluzione. «Anzi – sottolinea il dottor Ceccaroni – è la “scialuppa di salvataggio”. Qualcosa da usare quando è strettamente necessaria e al momento giusto. Noi vantiamo una casistica di interventi tra le più alte a livello internazionale, ma questo è dovuto al fatto che essendo il nostro un Centro di terzo livello accedono dai noi casi estremamente gravi, magari reduci da decine di operazioni chirurgiche inutili e non risolutive».

«Le pazienti che si rivolgono a noi hanno subito in media quattro interventi, ma il range va da 0 a 20. Significa invece che sono state operate fino a 20 volte in maniera non accurata e spesso inutilmente. Oggi abbiamo a disposizione estro-progestinici (la cosiddetta pillola) e progestinici molto efficaci nel bloccare la formazione di tessuto endometriosico – sottolinea Ceccaroni – e quindi in grado di attenuare la sintomatologia dolorosa. Possono essere assunti fino al momento in cui la donna decide di intraprendere una gravidanza e ripresi dopo il parto e l’allattamento. Se il bambino non arriva, allora si può pensare di rivolgersi ad un Centro Fertilità o di intraprendere la strada chirurgica. La presenza di endometriosi non significa necessariamente sterilità: solo il 25% delle donne con questa malattia non può concepire».

Tuttavia anche la pillola non risolve da sola la malattia. Infatti, è importante accompagnarla con l’assunzione di integratori e uno stile di vita sano. «I principi attivi di origine naturale contenuti negli integratori hanno l’obiettivo di ridurre la liberazione di sostanze chimiche (le citochine). Sono queste sostanze la causa dell’infiammazione, del dolore addominale, muscolare e articolare, della fatica cronica, della febbricola di cui soffrono le donne colpite dalla malattia. Lo stesso per quanto riguarda la corretta alimentazione e l’attività fisica costante. La patologia resta, ma i sintomi sono sotto controllo come accade per qualsiasi malattia cronica».