C’è la conferma, il lupo ucciso da arma da fuoco

Non c’è più alcun dubbio. Il lupo rinvenuto questa mattina in un bosco vicino a Roverè Veronese è morto a causa di colpi di arma da fuoco con munizioni a pallettoni. A confermare la tesi, che già dai primissimi esami effettuati da parte del veterinario Ulss sul posto sembrava ricondurre a un uccisione per mezzo di un fucile, è stato l’Istituto zooprifilattico di Verona che ha eseguito l’esame necroscopico.

A dare l’allarme era stato un agricoltore, accortosi della presenza della carcassa. Sul luogo del ritrovamento erano giunti i Carabinieri di Roverè e Carabinieri Forestale di Bosco Chiesanuova che hanno constatato la morte dell’animale.

Il lupo, nel nostro paese e a livello europeo è specie particolarmente protetta: l’uccisione è assolutamente proibita e il colpevole rischia grosso. Le indagini dei Carabinieri procedono per il delitto di “uccisione di animali” (544bis codice penale) che prevede il carcere fino a due anni, ma anche per il reato specifico di abbattimento di esemplare di specie particolarmente protetta, previsto dalla normativa speciale sulla protezione della fauna e sulla caccia (L 157/92).

Sull’accaduto in prima mattinata era intervenuto anche l’assessore regionale Giuseppe Pan: “Attenderò il report dei carabinieri forestali e l’esito dei rilievi necroscopici da parte dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie prima di pronunciarmi sulla dinamica dell’episodio che ha portato alla morte di un lupo rinvenuto oggi nei pressi di Roveré Veronese, in Lessinia, con evidenti ferite da arma da fuoco. Certo è che non posso non mettere in connessione questo grave episodio con l’alto clima di tensione che si è venuto a creare nella aree montane del Veneto, tradizionalmente vocate alla pastorizia e all’allevamento, di fronte al proliferare incontrollato del lupo. Purtroppo lo ‘status’ di protezione totale e di intoccabilità del lupo, sancito dalla legislazione europea e nazionale, mette in crisi l’equilibrio ecologico tra prede e predatori. E il protrarsi delle non decisioni in sede nazionale ed europea non fa che esasperare gli animi”. Così l’assessore all’agricoltura e caccia della Regione Veneto, Giuseppe Pan, reagisce alla notizia del lupo ferito a morte in Lessinia.

“Da parte nostra, come assessorato regionale – ha sottolineato Pan – abbiamo messo in campo ogni possibile strumento per prevenire incursioni e attacchi, proteggere greggi e allevamenti con recinti elettrificati, con cani da pastore e sistemi di dissuasione e di geolocalizzazione del lupo e con rinforzi ai malgari, nonché stanziando congrui indennizzi per i capi predati”.

“ Ma il problema della difficile convivenza tra uomo e lupo – ha concluso Pan – potrà essere affrontato in modo serio solo articolando in modo diverso le direttive europee e riaprendo un confronto onesto tra Stato e Regioni sul piano nazionale di gestione del grande carnivoro: direttive e piano dovranno prendere in considerazione l’effettiva presenza territoriale del lupo in Italia e contemplare misure mirate di riequilibrio tra attività antropiche e fauna predatoria protetta”.