Casa di Giulietta, consiglieri PD: «Niente di nuovo, mai stati contrari alla soluzione Mox»

Il gruppo consiliare comunale Pd reputa eccessivo l’entusiasmo manifestato dal sindaco sul nuovo ingresso alla Casa di Giulietta: «Altro che “grande Verona”, l’impressione è che la montagna abbia partorito l’ennesimo topolino»

Ieri la giunta comunale ha approvato il progetto della Mox Corporation che prevede un nuovo ingresso a pagamento e un museo per la Casa di Giulietta. «Oggi scriviamo una pagina di storia della nostra città», ha commentato il sindaco Sboarina alla presentazione del progetto, parlando di un vero e proprio «museo di livello internazionale» che ovvierà ai problemi legati alla sicurezza, con un nuovo ingresso all’ex palazzina Armani.

Non è di questa idea il gruppo consiliare comunale del Pd che, si legge in una nota inviata alla stampa da Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani, si domanda dove stia la novità essendo la soluzione presentata ieri “in pompa magna” una proposta della Mox Corporation che risale al 2014.

«L’unica cosa nuova – si legge nella nota – sono le tariffe ulteriormente aumentate almeno per quanto riguarda la visita del cortile». I tre consiglieri sottolineano di non esser mai stati contrari alla soluzione di spostare l’ingresso del museo: «ci sorprendiamo che le indecisioni della politica non abbiano fatto scappare anche questo privato che invece ha avuto la pazienza di attendere una risposta per ben 5 anni».

Quello che continua a mancare – continua la nota – è un progetto culturale: «Nessun componente della Commissione cultura ha visto la bozza di contratto o di convenzione che consenta di capire meglio quale fetta della torta toccherà al Comune, quale ai comproprietari del cortile e se il palazzo Barbieri intenda reinvestire nel sistema museale cittadino i proventi della casa di Giulietta».

E concludono: «Francamente non c’è nulla di nuovo sotto il sole: la proposta Mox già si conosceva. Magro bilancio per l’assessore alla Cultura che da mesi diserta le convocazioni sul tema della Commissione Cultura».