Biglietto con minacce a Gardaland: opera di un mitomane

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A chiarire la vicenda riportata in queste ore sui quotidiani e sui siti di informazione è il CEO del Parco divertimenti Aldo Maria Vigevani: “Si tratta di uno scherzo di pessimo gusto”

La notizia, data oggi per prima dal quotidiano veronese L’Arena, ha fatto il giro del web in poche ore, anche su molti siti online d’informazione. Secondo quanto riportato in prima battuta, un biglietto contenente scritte minacciose nei confronti degli occidentali, sarebbe stato rinvenuto lo scorso luglio attaccato a una delle attrazioni del parco divertimenti gardesano.

A seguito del ritrovamento da parte dei dipendenti sarebbe scattato subito l’allarme e sarebbero seguiti incontri tra questore, prefetto, comandanti dei carabinieri, guardia di finanza che hanno deciso di comune accordo di aumentare le misure di sicurezza e di posizionare pattuglie di carabinieri e polizia davanti al parco.

aldo-maria-vigevaniQuesta mattina, in una nota ufficiale, il CEO di Gardaland, Aldo Maria Vigevani ha voluto chiarire la vicenda, spiegando che si è trattato di un brutto scherzo, probabilmente ad opera di un mitomane.

Queste le sue parole:

“A seguito del ritrovamento del biglietto con minacce all’interno del Parco il 17 luglio scorso, sono state immediatamente interessate le Autorità che hanno iniziato le indagini del caso.

Dagli accertamenti e dalle verifiche condotte dai funzionari preposti è emerso che si è trattato di uno scherzo di pessimo gusto, attribuibile ad uno dei tanti “mitomani” che, in questo periodo, coinvolgono siti sensibili e luoghi affollati come L’Arena di Verona, il Duomo di Milano, il Colosseo a Roma.

Gardaland mantiene elevato il livello di vigilanza attraverso la propria Squadra Aziendale Emergenza che, da sempre, effettua controlli all’ingresso del Parco, all’interno e in tutte le aree ad esso attigue”.