Antenne sulle Torricelle, l’odissea del Comitato. A fine marzo la sentenza

Il Comitato contro le antenne sulle Torricelle si è simbolicamente appostato ieri davanti al cancello della 2° torretta, la Massimiliana, dopo la scadenza dei 240 giorni che il demanio aveva concesso ai proprietari delle antenne televisive per ripristinare lo stato dei luoghi, oggetti di vincoli da parte della Sovrintendenza ai beni ambientali.

Simbolicamente, dato che i manifestanti erano stati avvisati il giorno precedente della nuova ordinanza sospensiva emessa dal tribunale amministrativo, che rinvia la decisione al prossimo 20 marzo. L’associazione, costituitasi all’inizio del 2017 è presente anche sui social da cui aggiorna i propri sostenitori sulla complessa vicenda, che trova il nodo nel riparto delle competenze tra Comune e Sovrintendenza per procedere al ripristino dello stato dei luoghi, ormai quesito da oltre 40 anni.

L’ultimo sviluppo della vicenda, a 13 mesi dalla formazione del Comitato, risale a marzo 2018 quando l’Agenzia per il demanio ordina lo sgombero entro 60 giorni alle emittenti. I proprietari delle antenne hanno fatto richiesta in merito alla possibilità di una sanatoria, costringendo l’amministrazione ad aprire una conferenza di servizi tra Comune, Regione e Sovrintendenza. L’esito del tavolo di lavoro è stato il veto assoluto di edificabilità su tutta l’’area.

A luglio l’ordine di sgombero è ritornato esecutivo, e il demanio ha concesso altri 240 giorni alle emittenti per adempire. Il termine è scaduto a febbraio nel 2019, venti giorni prima il demanio ha dato la convocazione per il 6 marzo scorso. Nel frattempo le emittenti hanno chiesto una sospensiva al Tar, visto il termine ravvicinato con l’emissione della sentenza.