Amia, «azienda a forte rischio default»

La mozione dei consiglieri di opposizione verrà discussa il 6 giugno 

I consiglieri comunali Marta Vanzetto, M5S, Federico Benini, PD, Elisa LaPaglia, PD, e Michele Bertucco, Sinistra in Comune, hanno presentato in conferenza stampa la mozione che verrà discussa nel Consiglio Comunale straordinario del prossimo 6 giugno.

«Amia si trova in una situazione gravissima di dissesto economico – affermano i consiglieri – causato da una mala gestio perpetratasi negli anni e che ha provocato la situazione che tutti conosciamo. A fronte di tale disagio nello scorso consiglio la maggioranza ha pensato bene di bocciare la mozione M5S in cui si chiedeva che il Direttore venisse selezionato attraverso un concorso pubblico e di mantenere a capo della struttura un condannato per bancarotta fraudolenta».

«Questa evidentemente è la trasparenza che invocava il Sindaco in campagna elettorale. Oggi inoltre – continuano –  ci troviamo, nonostante la votazione del Consiglio Comunale del febbraio 2018 in cui si impegnava la Giunta a sospendere il project financing previsto per Amia ed a effettuare una serie di verifiche volte a valutare le opzioni che dovrebbero essere percorse dall’amministrazione comunale per riportare ad equilibrio economico l’azienda, alla formulazione di un nuovo atto di cessione di ramo d’azienda con il quale verrebbero trasferiti 23 lavoratori con le relative funzioni, alla controllante AGSM, creando delle inefficienze gestionali  come già verificatosi in precedenza».

«Purtroppo – proseguono i consiglieri – come sempre si tratta di proposte tappabuchi, che invece che avere una visione globale dell’ azienda e del futuro che dovrà avere nel panorama veronese e nazionale, tentano di mettere pezze al disastro causato precedentemente e creano ulteriori danni senza alcuna attenzione nei confronti di cittadini e lavoratori. Oggi noi chiediamo che ci siano date risposte circa le richieste approvate nella mozione 168/2018 e che venga redatto un piano industriale puntuale, in cui dovranno essere individuati gli investimenti strutturali a medio e a lungo termine, nonché le modifiche gestionali necessarie per ridurre i costi delle diverse attività svolte».

«In particolare riteniamo che la strada da percorrere sia su tre fronti: realizzare un piano di ampliamento della raccolta differenziata puntuale dei rifiuti del comune di Verona; investire per dotare l’azienda di mezzi adeguati alla raccolta differenziata puntuale anche con adozione di microchip o altre soluzioni, idonei quindi ad efficientare l’attuale manodopera; verificare ed eventualmente modificare i contratti esistenti per la manutenzione del verde, della raccolta rifiuti svolta a favore di altri comuni».

Chiediamo anche – concludono i consiglieri – che una volta per tutte vengano individuati i responsabili del dissesto e si proceda per vie legali nei loro confronti. Tra progetti in Albania dai dubbi risultati, spese pazze, consulenze stravaganti e dirigenti quantomeno opinabili, il futuro dell’azienda veronese è seriamente in difficoltà».