A 11 anni dalla scomparsa oggi L’intitolazione della sala ad Alberto Benato

Sono passati 11 anni dal quel 15 marzo in cui il diciassettenne Alberto Benato perdeva la vita in un incidente stradale, vittima di un pirata che lo investì proprio nelle vicinanze della sala polifunzionale. Questa mattina l’intitolazione , alla presenza dei genitori di Alberto Stefano Benato e Patrizia Pisi , del presidente della 4• circoscrizione Carlo Badalini, degli assessori Marco Padovani, Daniele Polato, del vicepresidente del consiglio comunale Paolo Rossi , del comandante della Polizia Luigi Altamura, della Sala Polifunzionale in Via Mincio.

Un momento di commozione per la comunità del quartiere, accolto da un applauso liberatorio al momento di scoprire la targa all’ingresso della sala.Nel corso della cerimonia, gli assessori Daniele Polato e il vicepresidente Paolo Rossi hanno ribadito l’impegno dell’amministrazione alla sicurezza sul territorio, insieme al messaggio della Provincia che ha assicurato la costante vigilanza sulle strada e sulla manutenzione. In particolare il vicepresidente Rossi ha sottolineato come la triste sorte di Alberto abbia dato spinta alla promulgazione del disegno di legge sull’omicidio stradale, che oggi permette di tutelare con più efficacia le vittime di incidenti, riconoscendo il danno che spesso per negligenza o imperizia alla guida distrugge le vite di intere famiglie.

Il percorso è stato lungo e ha coinvolto le due diverse amministrazioni scaligere, accumunate dal voler rendere giustizia ad un giovane incolpevole, stroncato nel pieno della sua giovinezza. La scelta della Sala Polifunzionale – che da oggi ospita all’esterno la targa commemorativa e all’ingresso interno una foto del giovane – vuole essere un segno per i giovani.

Subito dopo la cerimonia, la conferenza “Cittadini sulla strada – la vita ha diritto di precedenza”, organizzata dalla Circoscrizione in collaborazione con Avisl. Presenti il presidente nazionale Avisl Domenico Musicco, il comandante Altamura che ha rimarcato l’importanza di una cultura della sicurezza stradale, a fronte delle oltre 80 mila vittime della strada dal 2002. Una situazione, ha evidenziato il comandante della polizia scaligera, contrassegnata da un atteggiamento di indifferenza da parte degli automobilisti e dalla penuria di strumenti di controllo quali gli etilometri e i drogometri.