Ags: documento condiviso tra sindaci del Garda per tutela territorio

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L’impegno è per favorire un incontro a breve con l’Autorità di Bacino. Disponibilità a investire 650mila euro per realizzare lo studio idrologico che definisca il nuovo modello idrologico del lago del Garda.

I sindaci del Garda, soci di AGS, sono pronti a sottoscrivere un documento condiviso per chiedere di essere parte attiva in tutte le questioni che riguardano il lago: livelli, gestione della galleria Mori – Torbole e utilizzo della diga di Ponti sul Mincio.

Questi i risultati dell’incontro che si è tenuto oggi pomeriggio nella sede di Azienda Gardesana Servizi tra il presidente Angelo Cresco, il direttore di AIPO Luigi Mille e i sindaci della sponda veronese.

«Abbiamo detto nella maniera più ferma e dura – ha detto il presidente di AGS Cresco – il pensiero delle comunità gardesane, degli operatori turistici e dei cittadini in difesa della nostra economia, delle nostre spiagge e delle nostre strutture. Sono certo che l’ingegner Mille si farà portavoce di tutte queste istanze anche perché gli abbiamo illustrato la nostra road map per realizzare, unitamente alla Comunità del Garda, ai Comuni bresciani e trentini, il contratto di lago che andremo a discutere e approfondire anche il 17 di questo mese a palazzo Balbi, in un incontro con l’assessore Pan».

Il presidente Cresco ha ribadito ad AIPo due concetti fondamentali: «Abbiamo sottolineato l’inaccettabilità che il Garda sia ridotto a un bacino artificiale al servizio di una sola parte e l’esigenza, non più differibile, che ogni decisione che riguarda il nostro lago debba essere discussa e affrontata con i suoi rappresentanti, cioè i sindaci del lago stesso».

Per quanto riguarda i livelli del Garda e lo studio idrologico da realizzare, il presidente ha precisato: «Durante l’incontro, abbiamo sottolineato quali danni l’aumento della temperatura delle acque ha determinato nei confronti della flora e della fauna del Garda. Il nuovo assetto idrologico del lago non può non tener conto di questi elementi. In più, non si può dimenticare che, fino a quando non sarà costruito un nuovo collettore, superando il livello di 120 cm sullo zero idrometrico, le tubature di cemento imbarcano acque parassite e agevolano la fuoriuscita di reflui, fatto inaccettabile per un lago che è anche bacino di acqua potabile».