Crollano pezzi di una statua del Cimitero monumentale, Agec al lavoro
Cimitero monumentale di Verona, cadono frammenti dalla statua dell’Angelo della Resurrezione
Nel tardo pomeriggio di ieri, domenica 15 maggio, sono crollati dal frontone del Cimitero monumentale di Verona alcune porzioni di pietra, per la precisione dal braccio sinistro della statua dell’Angelo della Resurrezione. I Vigili del Fuoco, intervenuti su segnalazione della Polizia Locale, e i tecnici Agec hanno immediatamente posto in sicurezza l’area sottostante la statua. Fortunatamente, per il crollo non si sono registrati danni a cose o persone.
Agec questa mattina ha assegnato i lavori di ricognizione ed eventuale rimozione (con conservazione) di elementi staccati o disgregati del braccio della statua. Allertata anche la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le provincie di Verona, Rovigo e Vicenza, con la quale verranno stabiliti tutti i successivi interventi di restauro.
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La statua dell’Angelo – così come quelle della Storia e della Giustizia, e l’intera facciata dell’ingresso del Cimitero Monumentale – era stata oggetto di una manutenzione a cavallo degli anni Duemila, ma gli eventi atmosferici hanno evidentemente causato dei danni che non erano emersi nelle ricognizioni successive, fanno sapere da Agec.
I lavori delle prossime ore avranno carattere strettamente provvisionale e saranno finalizzati a evitare che la situazione contingente possa causare danni all’immobile – che è oggetto di tutela – e rappresentare un pericolo per la pubblica incolumità. Il restauro vero e proprio avverrà dopo il benestare della Soprintendenza.
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L’opera
Il pantheon Resurrecturis è l’ingresso principale del Cimitero Monumentale di Verona ed è carico di riferimenti all’architettura neoclassica. Le due facciate si rivolgono al camposanto e a ponte Aleardi: da un lato si è di fronte alla Verona dei morti e della memoria, dall’altro ci si connette con la Verona dei vivi.
Sulla sommità del pantheon sono poste tre statue, l’Angelo della Resurrezione al centro, la Storia a sinistra e la Giustizia a destra: realizzate da Giuseppe Poli e Giacomo Grigolli nel 1883, le sculture furono distrutte durante la Seconda Guerra Mondiale e fedelmente ricreate da Gino Bogoni negli anni Sessanta.
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Nell’arcata sottostante due donne velate e piangenti, le Prefiche scolpite da Carlo Spazzi nel 1882, siedono ai lati di un vaso coperto da un drappo funebre, immagine della somma di dolori che il cimitero racchiude.
Ai lati della scalinata d’accesso ci sono due leoni in tufo, uno dormiente, simbolo della morte, e uno sveglio a simboleggiare la resurrezione. Omaggio a quelle scolpite dal Canova per la tomba di papa Clemente XIII nella Basilica di San Pietro a Roma, le due statue, scolpite da Salesio Pegrassi nel 1882, sono l’origine dell’espressione “l’albergo ai du leoni” (l’albergo ai due leoni) usata ironicamente dai veronesi per indicare il Cimitero Monumentale.
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