Croce Verde, Romano: «A ottobre servizi in aumento»

Dichiara Michele Romano, presidente di Croce Verde Verona: «Guardando la statistica di questo periodo, da gennaio a ottobre, abbiamo visto un andamento che ha evidenziato una crescita dei servizi durante questo ultimo periodo di ottobre. A maggio dell’anno scorso avevamo 347 servizi sospetti su 3114, quindi un 11% dei servizi che avevano sospetto Covid». «Siamo…

Dichiara Michele Romano, presidente di Croce Verde Verona: «Guardando la statistica di questo periodo, da gennaio a ottobre, abbiamo visto un andamento che ha evidenziato una crescita dei servizi durante questo ultimo periodo di ottobre. A maggio dell’anno scorso avevamo 347 servizi sospetti su 3114, quindi un 11% dei servizi che avevano sospetto Covid».

«Siamo a ottobre oggi con 3400 servizi, con la stessa percentuale di servizi sospetti Covid, l’11,92%, il che significa che sta riprendendo la stessa dimensione di attività di trasporto che avevamo a maggio. Ciò esprime una ripresa delle attività che prelude a una situazione vicina a quella che abbiamo lasciato a maggio/giugno».

A proposito del periodo del lockdown dichiara: «Il periodo che abbiamo vissuto da febbraio fino a maggio è stato molto difficile per noi. È cresciuta la preoccupazione negli operatori, la difficoltà maggiore è stata nella ricerca della messa a disposizione dei presidi per il personale, per poter garantire la sicurezza nei trasporti».

«Ci siamo organizzati per tempo e avevamo già una buona disponibilità nelle nostre riserve, per cui non abbiamo sentito una gravissima carenza di dispositivi di disposizione individuale. Questo ha comportato un grande sforzo di ricerca dei fornitori e questo ha influito sul rapporto che avevamo con il mondo del volontariato, che è la nostra caratterizzazione principale». 

«Devo dire che c’è stata attorno a Croce Verde – ma credo che questo riguardi tutte le attività di servizio di emergenza – una forte solidarietà da parte dei cittadini, delle imprese e dei singoli, che hanno voluto dare aiuto e sostenere il nostro sforzo. Abbiamo speso oltre 300 mila euro di presidi, a fronte dei quali c’è stato anche un sostanzioso intervento dei privati».

«Devo anche dire – prosegue Romano – che siamo organizzati bene, abbiamo messo a disposizione dei nostri volontari anche uno spazio, offerto dalla Curia a San Massimo, nell’eventualità che durante i servizi non si sentissero sicuri di arrivare a casa: hanno avuto la possibilità di alloggiare in stanze singole, in modo da potersi riposare. Abbiamo anche avviato una forma sperimentale di servizio a domicilio in collaborazione con la “Cooperativa Salute e Territorio”, mettendo a disposizione auto, le nostre strutture e i nostri servizi».


«Sono stati anche forniti ecografi polmonari laddove questo strumento era utile per fare una diagnosi corretta dei pazienti, grazie anche a una donazione pervenuta in questi mesi. Eravamo attrezzati ed eravamo anche tranquilli nel modo con cui abbiamo affrontato la domanda e i servizi che venivano richiesti dal 118».

«Anche in ospedale c’è stata una forte attenzione nei nostri confronti: ci hanno messo a disposizione dei nuovi spazi e abbiamo una sede nuova a Borgo Trento. Siamo stati in grado di supportare molto meglio la domanda di questo tipo di servizio che l’azienda ospedaliera doveva affrontare per i pazienti che venivano trasportati all’interno o trasferiti da ospedale a ospedale. Ci siamo organizzati sia strutturalmente che da un punto di vista dei presidi, in modo che ci è sembrato adeguato alla tematica».

Michele Romano, presidente di Croce Verde, conclude parlando dei casi Covid tra gli operatori. «Abbiamo avuto pochissimi casi di positivi, non sappiamo neanche se erano risultati positivi in servizio o per altre cause. Questo stava a significare che la nostra struttura, l’organizzazione ma soprattutto le protezioni che abbiamo fornito ai nostri operatori, sono riuscite a garantirne la sicurezza nell’affrontare i servizi».

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