Croce Verde in Lessinia cancellata, i commenti dell’opposizione e la nota di Giorgetti sul caso

Con una delibera dell'anno scorso la Giunta regionale intende cancellare il servizio minimo garantito dell'ambulanza della Croce Verde in Lessinia: il mezzo, acquistato grazie a una raccolta fondi avviata proprio dai volontari croceverdini e alla generosità dei cittadini, era stato inaugurato a Bosco Chiesanuova il 25 novembre 2018. I commenti dell'opposizione e la nota di Massimo Giorgetti.

A inviare una nota stampa sul caso della cancellazione del servizio minimo garantito in Lessinia sono stati in molti. Elisa La Paglia, candidata Pd al Consiglio regionale del Veneto, ha dichiarato: «I volontari della Croce Verde Lessinia con la partecipazione dei comuni della zona garantiscono da anni il servizio di trasporto in caso di emergenza. Un prezioso servizio a favore dei residenti e dei tanti turisti che frequentano quella zona. Questo servizio è in pericolo a causa di una recente decisione della Giunta Regionale. Raccolgo l’appello della Sindaca di Cerro Nadia Maschi che ha scritto anche a nome dei sindaci di Bosco Chiesanuova, Erbezzo, Roverè, San Mauro di Saline e Velo Veronese, occorre mobilitarsi perché il servizio minimo garantito venga mantenuto. Ovviamente l’attuale amministrazione regionale potrebbe ritirare immediatamente la delibera che prevede il taglio di questo servizio, da un anno a questa parte non lo ha ancora fatto. Non è tagliando questo tipo di servizi minimi che si risparmia sui costi della sanità, così facendo si mettono solo a rischio vite umane».

Giandomenico Allegri, candidato al Consiglio regionale del Veneto per il Partito Democratico di Verona, giudica la decisione della Regione «inaccettabile».

«La Lega usa gli abitanti della Lessinia come bacino di voti e li ringrazia cancellando i servizi essenziali di emergenza del territorio. Una vera presa in giro, di cui si spera i cittadini si rendano conto. Oggi siamo infatti davanti agli effetti della delibera della giunta leghista del Veneto, che il 14 maggio dello scorso anno ha deciso di cancellare il servizio minimo garantito dall’ambulanza della Croce Verde Lessinia. Sparisce un servizio di urgenza, emergenza e salvavita, con gravi conseguenze per tutte le persone che già pagano il disagio di vivere in zone lontane dalle strutture sanitarie, oltre ai villeggianti che vi si aggiungono soprattutto nel periodo estivo. Chiediamoci: E’ questo il modo in cui la Giunta Regionale impegnata a governare il Veneto a suon di voti, paladini del “popolo” veronese, tutelano la salute dei loro cittadini? Ricordiamo che questo taglio leghista va a colpire anche la città di Verona, dove le ambulanze da sette diventano cinque. La salute è un diritto fondamentale, la sua gestione è competenza regionale e deve essere riportata con forza in cima alla lista delle priorità di una politica regionale seria, che abbia davvero a cuore i veneti, con i fatti e non con le parole».

«E’ inaccettabile che si vada a ledere questo diritto colpendo addirittura territori già penalizzati geograficamente in termini di viabilità, trasporti e dislocazione delle strutture di emergenza. Forse è giunto il momento di smettere di applaudire agli slogan e di giudicare invece con sguardo attento e critico se i politici regionali scelti finora meritino di essere davvero premiati. Quando telefoniamo per prenotare una visita con il CUP, otteniamo subito una data utile per la visita? Ci viene garantito il servizio di emergenza se abbiamo necessità di un’ambulanza? E’ ora di valutare quali reali benefici o piuttosto quali reali danni abbiano portato Lega& Co. nella quotidianità dei cittadini».

Al questi commenti si aggiunge anche la nota di dissenso di Orietta Salemi, consigliera regionale di Italia Viva.

«Tutta la popolazione ha diritto di ricevere un’offerta di cura sanitaria immediata con la possibilità di essere trasportata nel luogo di cura più vicino con adeguati mezzi di soccorso. Ciò è necessario nelle aree più decentrate e in particolare in quelle maggiormente soggette a importanti flussi turistici stagionali, penso alla Lessinia o a territori di confine come Malcesine o dell’entroterra gardesano come Caprino. In periodi come l’estate, quei territori, che registrano un notevole aumento di persone e flusso turistico, hanno ancora più necessità di garanzie di sicurezza e di un incremento di servizio anziché di una decurtazione o diminuzione. E’ da ricordare che i mezzi di soccorso sono spesso donazioni di associazioni o frutto di sacrifici della popolazione per garantire un servizio essenziale.

«La delibera è dello scorso anno, ferma ma potenzialmente pericolosa. Contiamo che possa esserci una riorganizzazione del territorio molto più razionale soprattutto laddove mancano i punti di primo intervento».

Massimo Giorgetti, vicepresidente del Consiglio Regionale, aveva depositato il 4 marzo un’interrogazione scritta per chiedere alla Giunta del Veneto spiegazioni in merito alla soppressione del servizio Croce Verde Lessinia. Nella nota si legge che «il consigliere veronese chiedeva di conoscere le motivazioni che hanno portato alla soppressione del servizio di ambulanza H12 a Cerro Veronese e se non fosse opportuno tenere in considerazione il ripristino di tale servizio, vista la specificità dettata dall’estensione territoriale e la natura montana dei luoghi in questione».

«La montagna veronese dista parrecchi chilometri dalle strutture sanitarie che si occupano delle emergenze, mentre intervenire in tempi rapidi è di vitale importanza – sottolinea Giorgetti – Durante il periodo estivo, quando l’afflusso di turisti diventa rilevante e aumentano gli interventi, attraverso una convenzione onerosa fra la Croce Verde e i sei Comuni montani», Cerro V.se, Erbezzo, Bosco Chiesanuova, Roverè V.se, San Mauro di Saline e Velo V.se, «è sempre stata garantita la presenza costante dei volontari, anche diurna e per tutti i giorni della settimana. Considerato che anche la Ulss 9 Scaligera aveva inserito nella programmazione l’implementazione con stanziamento per mezzi base nel comune di Cerro, con operativà nottura e h24 nel fine settimana, la Giunta dovrebbe esprimersi in maniera puntuale sulla cancellazione di un servizio che per la Lessinia è fondamentale, specie in questa fase post-Covid caratterizzata da un intenso turismo di prossimità».