Croce: «I soci pubblici del Catullo non rinnovino con Save»

L'avvocato Michele Croce, presidente di Prima Verona, interviene nel dibattito sullo scalo veronese, auspicando che al prossimo rinnovo delle partnership ci sia un "grazie e addio" alla società presieduta dal neo cavaliere del lavoro Enrico Marchi.

Michele Croce
Michele Croce

Michele Croce interviene sullo stato dell’Aeroporto di Verona con riferimento alla prossima assemblea dei soci che dovrà decidere sul rinnovo della partnership con il socio privato SAVE.

Secondo il presidente del movimento civico Prima Verona, dal 2014, da quando cioè SAVE è entrata nel sistema aeroporti del Garda (Villafranca e Montichiari), gli scali di Bologna, Bergamo, Treviso e Venezia sono cresciuti in modo esponenziale. Verona no. Il Catullo galleggia sotto i 4 milioni di passeggeri annui (gli stessi di dieci anni fa), quando per il territorio che esprime potrebbe tranquillamente aspirare ai 10 milioni, come avviene per gli scali limitrofi.

Nessun investimento – sottolinea la nota di Prima Verona – per il rilancio del Catullo e neppure per Montichiari, una aerostazione tra le peggiori d’Europa, come tristemente testimonia airlinequality.com con un voto allo scalo di 3/10 e commenti del tipo: “Shocking place” (“posto scioccante”) (C Kemp (United Kingdom); “Information was lacking” (“mancavano informazioni”) (Eileen Fowler (United Kingdom); “Why is this airport so understaffed?” (“Perché questo aeroporto è a corto di personale?) (Rachel Bennett (United Kingdom); “this was an absolute disappointment” (“questa è stata una vera delusione”) (S Norton (Greece). [N.d.a.: vi risparmiamo i commenti analitici, scioccanti. Eventualmente si possono trovare per esteso su: https://www.airlinequality.com/airport-reviews/verona-airport/

aeroporto catullo aeroporti nordest
Aeroporto Catullo

«Questo è ciò che pensa di noi il mondo. Questo è oggi il Catullo, una vetrina imbrattata ed imbruttita della città di Verona e di tutto il territorio che va da Vicenza a Brescia, da Modena a Bolzano. – commenta l’avvocato Michele Croce – I numeri, impietosi, lo stato, da scalo abbandonato e i giudizi dei viaggiatori stranieri, crudi e terrificanti, ci dicono che occorre cambiare e subito. Senza acrimonia, anzi, ringraziando il Presidente Arena per l’opera fatta di complicatissima sintesi tra le esigenze di un territorio e la gestione industriale di un socio privato Save che in questi anni ha tuttavia deciso di non investire sugli scali di Villafranca e Montichiari, portando via voli e attività in favore degli scali di Venezia e Treviso. Decisione legittima di un privato, ma che non fa gli interessi del territorio che i soci pubblici di maggioranza sono invece obbligati a perseguire. Quindi, grazie Save e addio. Noi crediamo che alla prossima assemblea che si terrà fra pochi giorni i soci pubblici debbano assolutamente non rinnovare il patto con Save e scegliere con una gara internazionale il migliore investitore per il sistema aeroportuale del Garda, in grado di soddisfare le esigenze del nostro territorio. Siamo convinti che ogni diversa scelta sarebbe una scelta contro Verona. È ora di assumersi le responsabilità da parte di tutti coloro che hanno in mano le sorti del nostro aeroporto: Presidente della Camera di Commercio di Verona Giuseppe Riello, Presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti, Presidente della Provincia di Verona Manuel Scalzotto, Sindaco del Comune di Verona Federico Sboarina, Presidente della Fondazione Cariverona Alessandro Mazzucco».