Croce è stato sfiduciato, ora rischia la poltrona

Il Cda di Agsm ieri mattina ha sfiduciato il presidente Michele Croce, in seguito alla relazione sulle consulenze e sulle spese della multiutility. La risposta di Croce Sarà il sindaco Federico Sboarina a dover decidere se far decadere dall'incarico di presidente di Agsm Michele Croce, dopo che ieri mattina, quattro consiglieri Mirco Caliari (di Verona…

Il Cda di Agsm ieri mattina ha sfiduciato il presidente Michele Croce, in seguito alla relazione sulle consulenze e sulle spese della multiutility. La risposta di Croce

Sarà il sindaco Federico Sboarina a dover decidere se far decadere dall’incarico di presidente di Agsm Michele Croce, dopo che ieri mattina, quattro consiglieri Mirco Caliari (di Verona Domani), Francesca Vanzo (Lega), Maurizio Giletto (Battiti) e Stefania Sartori (Pd) hanno sfiduciato l’attuale presidente Croce.

Croce, dal canto suo, ha fatto appello ai numeri. “Nell’esercizio appena conclusosi, il fatturato di gruppo è salito a 814 milioni €, un valore che salirà ulteriormente nel 2019 a oltre un miliardo € in virtù delle gare Consip vinte nel 2018. In percentuale la crescita è stata del 13,6%; – gli investimenti nel 2018 sono saliti a 32 milioni €, con una crescita del 10% sull’esercizio precedente, all’interno di un Piano Industriale Strategico per il quadriennio 2018-2021 per 265 milioni €, approvato nel giugno scorso dopo una lunga stasi nella individuazione delle linee-guida del Gruppo; – la posizione finanziaria netta è scesa a 196 milioni €, meno 15,8%, il più basso livello di indebitamento negli ultimi anni; – il mercato ha recepito questo ed ha dato più fiducia al Gruppo Agsm: nel 2018 i clienti complessivi hanno superato le 566mila unità, più 2,9%, ma sono triplicati i clienti “business” in tutta Italia.”

In merito alle consulenze, Croce mette l’accento sulla razionalizzazione delle spese dal 2017 ad oggi:  “sponsorizzazioni, liberalità e pubblicità deliberate sono passate dai 4,2 milioni € del 2017 all’ 1,1 milioni € del 2018 con una contrazione del 76,6% ed un risparmio monetario di € 3.129.919; – le spese per consulenze legali, atti notarili e progettazioni sono passate da € 2.558.100 a € 1.810.400 con una contrazione del 29,2% ed un risparmio monetario di € 747.700; – i costi di gestione dell’Holding albanese (una scelta del precedente Cda che si cerca di preservare per evitare di generare un danno patrimoniale) sono stati dimezzati.
Davanti ad azioni così nette, a risultati così positivi, ad un evidente ruolo aggregante di Verona nel settore energetico, si è scelto oggi di privilegiare un disegno ostile ad AGSM ed alla Città.”

E conclude: “Una grave responsabilità politica che i Consiglieri di AGSM Verona si sono assunti oggi e della quale risponderanno ai Veronesi.”

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