Croce Bianca, nuovi spazi per le attività socio-sanitarie di Solidea
A fronte di un sempre crescente ampliamento dei servizi realizzati in favore della comunità veronese e, in particolare, per rispondere alle nuove necessità causate della pandemia, il Comune di Verona ha riconosciuto all’associazione Solidea, in comodato d’uso agevolato, ulteriori spazi ambulatoriali per l’ampliamento del presidio sanitario già presente alla Croce Bianca, in via Don Trevisani 3D.
Nata sul territorio della terza Circoscrizionale come punto d’informazione permanente, attraverso il progetto Eracle avviato dall’associazione Solidea, la sede di via Trevisani si amplierà ora con un nuovo servizio di ambulatorio, in grado di garantire, anche da una sede fissa, i tanti servizi sanitari già quotidianamente offerti gratuitamente a domicilio. Dal 2017, anno di nascita dell’associazione, sono stati infatti effettuati oltre 3mila servizi domiciliari, mille e 300 solo nell’ultimo anno, particolarmente critico a causa del Covid.
In forma gratuita l’associazione esegue prestazioni come la rilevazione della pressione arteriosa, della saturazione e della frequenza cardiaca; il monitoraggio della glicemia e medicazioni semplici.
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La concessione dei nuovi spazi è stata illustrata dall’assessore al Patrimonio Andrea Bassi insieme alla presidente dell’associazione Solidea Ornella Quantaroli. Presenti, in rappresentanza dell’associazione, anche Roberto Incani e Carmela Dori Guidi, e il consigliere della terza Circoscrizione Andrea Papadia.
«Un ampliamento che punta a migliorare e agevolare le attività di un’associazione particolarmente attiva nel territorio cittadino» precisa l’assessore Bassi. «I servizi da loro offerti, in supporto e collegamento con le strutture ospedaliere, sono completamente gratuiti e di aiuto, in particolare, alla cittadinanza più anziana. Il ruolo meritorio svolto dall’associazionismo sul territorio veronese è di straordinaria importanza e valore. Un punto di riferimento essenziale per chi è nel bisogno e vive, sempre più spesso, nella solitudine».
«I nostri pazienti – spiega la presidente Quantaroli – sono soggetti in fragilità, principalmente anziani over 70/80, che vivono soli o assistiti nelle necessità quotidiane dalle badanti. Nell’ultimo anno, su richiesta del reparto di microbiologia, fra le nostre attività si è aggiunto il coordinamento e l’erogare dei tamponi a domicilio».
«Un nuovo servizio che ha fortemente accresciuto il carico di lavoro e le richieste di assistenza pervenute all’associazione» conclude. «L’obiettivo è ora quello di arrivare ad aprire, in ogni quartiere, uno spazio ambulatoriale gratuito, che ci consenta di offrire, oltre ai servizi svolti a domicilio, anche da una sede fissa, un più ampio e quotidiano supporto della popolazione».
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