Crisi abitativa, arriva il freddo e a Verona si alza la tensione
L’amministrazione comunale di Verona prepara il piano per dare risposte alle persone che vivono per strada in vista dell’inverno e del freddo in arrivo. E intanto si alza la tensione sull’immobile di via Villa 12 a Quinzano, di proprietà dell’Iciss (Istituti Civici di Servizio Sociale).
Lo stabile è per buona parte in profondo stato di abbandono e da alcune settimane associazioni e cittadini hanno iniziato a ripulire l’area e l’edificio con l’intento di renderlo disponibile ad accogliere persone costrette a vivere in rifugi precari. Si tratta in particolare di alcune decine di lavoratori, originari di vari paesi africani, che hanno trovato rifugio al Ghibellin Fuggiasco, lo stabile adiacente alla sede del Laboratorio autogestito Paratodos in corso Venezia. Qui – come hanno annunciato gli attivisti – le condizioni per vivere non sono accettabili, e da qui l’esigenza di trovare una nuova sistemazione.
Negli scorsi mesi, la Diocesi di Verona aveva preso in carico l’ospitalità di una decina delle persone provenienti dal Ghibellin Fuggiasco.
I lavori autogestiti, le occupazioni temporanee e le assemblee allo stabile di via Villa a Quinzano hanno anche l’intento di fare pressione sulle istituzioni per trovare sponde e risposte.
LEGGI ANCHE: La “Pompei” di Verona allo Stato: nuova vita per l’ex cinema Astra
Le iniziative delle associazioni e degli attivisti a Quinzano non sono state però viste di buon occhio da parte della politica cittadina, con denunce da parte dei consiglieri Rossi di Verona Domani e Zavarise della Lega già nelle scorse settimane. Negli scorsi giorni alcuni cittadini avrebbero inoltre segnalato presenze notturne, anche al di fuori dei weekend dei lavori delle associazioni e degli attivisti.
La Regione Veneto, con una nota, oggi ha fatto sapere: «In seguito alle recenti notizie apparse sulla stampa relative a presunte irregolarità nella gestione patrimoniale dell’Ipab “Istituti civici di servizio sociale” di Verona con riferimento, in particolare, all’immobile sito a Quinzano, in via Villa 12, lasciato in stato di abbandono e degrado per anni, la Regione del Veneto ha disposto l’avvio di approfondimenti per verificare le segnalazioni indicate e garantire la massima trasparenza. La Direzione Servizi Sociali della Regione ha avviato la procedura al fine di raccogliere ogni informazione utile per far luce sulla vicenda a tutela del patrimonio pubblico e della qualità dei servizi offerti ai cittadini».
Il riferimento sarebbe all’indirizzo statutario dell’ente, che in ogni caso non sarebbe coinvolto in questo tipo di accoglienza, avevano sottolineato esponenti di Fratelli d’Italia.
Intanto il consigliere regionale di Forza Italia Alberto Bozza fa seguito alla nota della Regione: «Bene che la Regione avvii controlli. Adesso vediamo come si comporterà il Comune amministrato da Tommasi, che finora ha fatto orecchie da mercante dimostrandosi piuttosto connivente sul piano politico con certe associazioni del mondo antagonista e della sinistra radicale. Adesso l’amministrazione spieghi cosa vuole fare, esca allo scoperto, la smetta di essere ambigua e di strizzare l’occhio a certi mondi. I cittadini di Quinzano e i residenti di via Villa sono preoccupati, qui si umilia la gente onesta e si premiano i furbetti».
Bozza, nei giorni scorsi, aveva scritto al sindaco Tommasi e al presidente di Iciss Tivelli denunciando il rischio che in quel luogo si stessero creando i presupposti per un’occupazione abusiva. Bozza aveva rimarcato che «l’amministrazione Tommasi dapprima ha indirettamente avallato le discutibili iniziative di Paratodos, adesso non vorrei che ci si girasse dall’altra parte di fronte al rischio che l’immobile diventi stabile rifugio di senza fissa dimora non meglio identificati. A furia di girarsi dall’altra parte, poi basta poco per trovarsi la stessa Paratodos che dal Ghibellin Fuggiasco di Corso Venezia si trasferisce stabilmente a Quinzano senza autorizzazioni, o con autorizzazioni ex post nate da occupazioni».
LEGGI E GUARDA: Quante ciclabili a Verona? Il quadro dei nuovi cantieri
L’accoglienza invernale del Comune di Verona
La pianificazione dell’accoglienza invernale delle persone che vivono in estrema marginalità a Verona è stata questo pomeriggio al centro della commissione competente a cui ha preso parte l’assessora alle Politiche sociali e Abitative Luisa Ceni, illustrando le modalità di intervento che saranno messe in campo per l’inverno 2024/2025.
Il Piano d’intervento, in linea con lo scorso anno, scatterà dal 25 novembre, a meno che non si raggiungano prima temperature rigide sotto lo zero, con interventi mirati fino al 30 marzo 2025. Già previste proroghe del servizio in caso di necessità e di disponibilità di risorse, fino al 30 aprile 2025.
La città di Verona è fra le città venete di pari dimensione quella con il maggior numero di posti e di servizi dedicati all’accoglienza. Un’attività strutturata che permette di dare accoglienza durante l’inverno a oltre 300 persone che vivono in estrema marginalità, versano in stato di povertà e senza dimora, con la messa a disposizione di un totale di 269 posti letto (tra strutture per uomini e per donne), di cui 76 posti di accoglienza ‘straordinaria’ invernale.
«I posti letto disponibili per l’accoglienza – spiega l’assessora Luisa Ceni – sono di fatto in linea con le disponibilità degli anni scorsi, ma va evidenziato che si tratta di soluzioni frutto di un lavoro portato avanti dall’Amministrazione per la loro stabilizzazione e qualificazione, con un aumento delle residenzialità e delle strutture che offrono anche interventi diurni e accompagnamenti educativi individuali in un’ottica di emancipazione delle parsone dalla loro condizione di grave marginalità».
«Va in questa direzione la riqualificazione dello storico asilo notturno Camploy, ora Centro Servizi, e l’ampliamento dei posti letto femminili realizzati con lo spostamento di sede da via Molise 17 a via Spagnolo 2, nonché l’aumento delle residenzialità in convenzione con enti del Terzo settore iscritti all’albo fornitori di servizi di accoglienza in favore di persone in disagio abitativo ed esistenziale».
«Come ogni anno – prosegue Ceni –, ci aspettiamo parecchie domande e cerchiamo d’essere pronti nel caso in cui le temperature dovessero improvvisamente crollare, rendendo ancora più difficoltosa la sopravvivenza in strada. Verona ha fortunatamente un privato sociale straordinario, in prima linea impegnato negli interventi di aiuto alle persone senza dimora in contesti dall’evidente e crescente complessità. Crediamo sia fondamentale mantenere un dialogo aperto e costante sul tema della grave marginalità per individuare strategie possibili ed azioni concrete. Oltre ai 269 posti letto già pianificati, stiamo lavorando per accrescere nel corso dei prossimi mesi la disponibilità del servizio accoglienza».
LEGGI ANCHE: Ospedale Borgo Trento, sportello unico per accettazione, ticket e prenotazioni
Piano d’intervento – utenza maschile. Strutture e posti a disposizione
Al Samaritano 45 posti + 6 posti ad integrazione nella stagione invernale.
Al Nuovo Centro Camploy 32 posti letto in camere condivise nel centro collettivo e 6 mini unità abitative rivolte all’accoglienza di soggetti più fragili e con esigenze particolari. Una nuova struttura completamente rinnovata con una speciale area dedicata all’avvio di interventi di housing sociale. Per questo servizio sono state infatti realizzate le unità abitative per l’accoglienza individuale. Un percorso appositamente dedicato per far sperimentare loro una modalità dell’abitare più intima, più limitata negli spazi comunitari, con la garanzia di un presidio e di una maggiore facilità di accesso a servizi di tipo educativo, ricreativo, occupazionale presenti nella struttura.
Il Centro servizi è stato anche dotato di un’area dedicata all’accoglienza collettiva, composta da 8 stanze da 4 posti letto ciascuna, per un totale di 32 posti, e da spazi dedicati alle attività diurne con la strutturazione di zone polifunzionali. Novità di questa stagione invernale anche l’apertura anche diurna.
In via Fedeli, a San Michele, 15 posti.
Associazione Casa Nostra – struttura in San Zeno in Monte, 20 posti.
“Ca’ d’inverno”, via Corbella, 18 posti per soggetti vulnerabili che necessitano di un’accoglienza anche diurna e di assistenza, in collaborazione con Caritas Il Samaritano. Questa struttura si conferma come una risorsa fondamentale per le persone senza dimora che in dimissione dagli ospedali non troverebbero, nell’accoglienza di bassa soglia, un adeguato contesto di ricovero per affrontare il periodo di convalescenza post acuzie.
«Poche esperienze di questo tipo sono attive sul territorio nazionale – prosegue l’assessora Luisa Ceni –, qui l’accoglienza avviene su segnalazione del Servizio sociale ospedaliero in stretto raccordo con i Servizi sociali comunali e gli operatori referenti del Samaritano».
Ancora, Centro Cooperazione Giovanile Internazionale, Casa Bertoni, in via N. Mazza, 18 posti.
Parrocchia Santa Maria Maddalena in zona Saval, 3 posti.
“Ca’ Buriana” – sale della Parrocchia di S. Giovanni Evangelista di via del Quadrato in zona Santa Lucia, 15 posti. Lo spazio è dedicato all’accoglienza notturna per interventi emergenziali di messa in sicurezza di persone senza dimora intercettate dalla Polizia locale e dall’Unità di Strada nel corso delle proprie attività serali/notturne.
Sede comunale di piazzetta Zara 22, 5 posti.
Piano d’intervento – utenza femminile. Strutture e posti a disposizione
Nell’asilo notturno gestito da Comunità dei Giovani in via Spagnolo 2, 15 posti. Alla capienza ordinaria è prevista l’integrazione di 3 posti durante la stagione invernale.
Alla Casa Protezione della Giovane, in via Pigna, 2 posti su segnalazione dei Servizi sociali.
Attraverso la Ronda della Carità, 4 posti alla “Casetta” di via Agrigento.
Complessivamente, quindi, sono accessibili 24 posti letto.
Seconda accoglienza
Grazie all’albo di operatori qualificati per la fornitura di servizi di accoglienza, sono garantiti 62 posti residenziali in appartamenti di seconda accoglienza, per percorsi di aiuto a persone adulte senza dimora, forniti dagli enti del privato sociale: Comunità dei Giovani, Samaritano, Milonga, Self Help, Maddalena di Canossa, Gruppo di Volontariato Vincenziano.
Il servizio di assegnazione dei posti sarà gestito dallo Sportello Unico Accoglienza che già coordina le richieste dei posti letto per l’accoglienza “ordinaria”.
All’interno di questo servizio, che prevede l’ascolto di chiunque senza dimora esprima il bisogno di un posto letto, lo Sportello si attiverà, come per gli anni passati, in un’attività di “filtro” anche per il target di utenza di cittadini extracomunitari in possesso di un documento identificativo, ma privi di un permesso di soggiorno.
Altri servizi
Oltre ai posti in accoglienza, continuerà a funzionare il sistema delle mense gestite dal privato sociale. Agli ospiti degli Asili Notturni continuerà ad essere garantita la cena come nel periodo ordinario.
Inoltre, l’Unità di Strada continuerà a svolgere l’azione di controllo e monitoraggio del territorio per attivare la messa in sicurezza delle persone in strada più vulnerabili grazie anche al consolidato coordinamento delle azioni realizzate dalla Polizia locale e dall’Associazione Ronda della Carità.
Tali attività si svolgeranno in stretta sinergia con il servizio di Pronto Intervento Sociale, ormai rodato a livello territoriale da una prima sperimentazione di un anno e mezzo e che svolgerà un ruolo fondamentale su attivazione delle forze dell’ordine, per gli interventi in emergenza.
In Evidenza
A Cologna Veneta un incontro pubblico sul biometano e la transizione ecologica

Giornata ecologica regionale 2026, focus sulle api: stanziati 100mila euro

Il Veneto terzo in Italia per riciclo RAEE: 22.800 tonnellate gestite da Erion WEEE nel 2025

Aria inquinata, Veneto e Verona ancora insufficienti

“Materia Viva” al Teatro Santa Teresa: una serata dedicata al riciclo dei RAEE

Si accende la CER di Povegliano Veronese: via libera dal GSE

“Rifiuti preziosi” in tasca e in casa: Amia lancia la campagna di raccolta RAEE

Cicloturismo: in Italia si comprano meno bici ma si pedala di più

Gli abeti di Natale buttati? Ora avranno una nuova vita






