Covid, migliora la situazione in Veneto. Zaia: «Non abbassiamo la guardia»

È ancora in miglioramento la situazione legata al Covid-19 in Veneto. Anche gli ultimi dati elaborati da Azienda Zero indicano un'ulteriore frenata del virus. I dati registrati dalle 17 di ieri alle 8 di questa mattina recitano: 36 nuovi positivi, 320 ricoverati in area non critica e 45 in terapia intensiva. L’indice Rt del Veneto…

È ancora in miglioramento la situazione legata al Covid-19 in Veneto. Anche gli ultimi dati elaborati da Azienda Zero indicano un’ulteriore frenata del virus. I dati registrati dalle 17 di ieri alle 8 di questa mattina recitano: 36 nuovi positivi, 320 ricoverati in area non critica e 45 in terapia intensiva. L’indice Rt del Veneto si attesta oggi a 0.67, mentre i tassi di ospedalizzazione in terapia intensiva e in area medica sono al 2%, l’incidenza è pari a 11,5 su 100.000 abitanti.

Bene anche l’andamento dei vaccini: nelle ultime 24 ore ne sono stati erogati 46.619, che porta il totale dall’inizio della campagna vaccinale a 3.523.560 dosi. Di queste, 2.386.471 sono prime dosi; 1.137.089 sono invece cicli completati.

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«Sono dati incoraggianti – commenta il Presidente della Regione Luca Zaia – che confermano il trend in discesa. L’incidenza di 11,5 su 100.000 dà una chiara indicazione di quanto sia calata l’infezione. Lo si vede anche dai tassi di ospedalizzazione, con gli ospedali che si stanno svuotando»

«Non dobbiamo però abbassare la guardia. – aggiunge il Governatore – Anche la buona stagione ci sta aiutando e ci aiutano alla grande le vaccinazioni. Siamo ormai, di fatto, la prima regione ad aver messo in sicurezza gli over 60 e stiamo vaccinando in un contesto di libertà di scelta, senza alcuna promozione. Continueremo – prosegue – il monitoraggio pesante, sia sul fronte dei tamponi, anche se l’incidenza è molto bassa, sia su quello delle sequenziazioni. Non stiamo assolutamente sottovalutando, né trascurando, la variante Delta. Non potremo mai pensare, ce l’ha insegnato il Covid, di essere un’isola felice. Se ci saranno problemi a livello internazionale – conclude – dovremo cominciare a pensare a nuove forme per fronteggiare l’eventuale infezione».

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