Covid, circolare Sanità del Veneto: se l’antigenico è positivo, non serve il molecolare

Per confermare la positività in Veneto basta un antigenico C'è fermento per i tamponi. Tanti contagi significa tante persone che hanno bisogno di un tampone, per certificare l'eventuale positività e poi per uscire dall'isolamento. Le lunghe code viste negli scorsi giorni portano a nuove decisioni. Lunghe code viste in tutta Italia, come anche in Veneto…

Per confermare la positività in Veneto basta un antigenico

C’è fermento per i tamponi. Tanti contagi significa tante persone che hanno bisogno di un tampone, per certificare l’eventuale positività e poi per uscire dall’isolamento. Le lunghe code viste negli scorsi giorni portano a nuove decisioni. Lunghe code viste in tutta Italia, come anche in Veneto e a Verona.

Mentre nel territorio scaligero si aggiustano gli orari dei centri tamponi e si prepara l’apertura di un nuovo punto dedicato ai molecolari a Borgo Trento (dal 3 gennaio), il direttore generale della Sanità del Veneto Luciano Flor ha firmato oggi una circolare che indica come «non si ritiene, di norma, necessaria la conferma dei test antigenici (comunemente detti anche “rapidi”, ndr) positivi mediante test molecolare e pertanto il caso positivo al test antigenico (1^, 2^, 3^ o 4^ generazione) viene considerato direttamente “caso confermato” (incluso quello effettuato presso le farmacie)».

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Restano indicati i test molecolari per pazienti che devono essere ricoverati, ospiti che rientrano nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziale residenziali, personale sanitario e soggetti sintomatici negativi al test antigenico. In quasi tutte le casistiche sono previste deroghe in base alla valutazione del rischio, con antigenici di livello superiore (3 o 4 invece di 1 o 2), o per attività di screening periodico.

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La circolare, dal titolo “Indicazioni temporanee per l’utilizzo prioritario dei test molecolari per la ricerca di Sars-Cov-2”, è stata inviata alle Ulss del Veneto, ai direttori generali e a tutte le istituzioni sanitarie. Nell’introduzione, Flor scrive che il documento è stato redatto «per orientare la priorità nella prescrizione dei test molecolari al fine di garantirne, nell’attuale contesto epidemiologico ad alta incidenza, la pronta disponibilità nonché di assicurare congrui tempi di refertazione». Il timore, insomma, sembra quello di una scarsità di molecolari da prevenire e di ritardi da evitare.

«Dobbiamo concentrarci sul testare i sintomatici» ha spiegato il presidente del Veneto Luca Zaia durante la conferenza stampa di oggi.

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