Covid-19, 345 decessi nelle case di riposo del Veneto

Il tasso di mortalità per Coronavirus nelle case di riposo del Veneto, del 15,7 per cento, è circa la metà del tasso medio nazionale.

case di riposo
Foto d'archivio.

Sono 345 ad oggi i decessi per Coronavirus nelle case di riposo del Veneto, con un tasso di mortalità del 15,7 per cento, circa la metà del tasso medio nazionale. Lo precisa oggi l’assessorato regionale alla sanità, in base ai dati del Bollettino ufficiale Veneto sull’andamento dell’epidemia.

In totale, si registrano in regione 1.087 decessi per Covid-19. Nelle Rsa del territorio veneti vi sono 33.311 ospiti, dei quali 1.857 sono positivi Covid. Gli operatori delle Rsa risultati positivi sono invece 925.

Una indagine telefonica condotta dall’Istituto Superiore di Sanità sul periodo dal primo febbraio al 14 aprile – precisa la nota della Regione – aveva attribuito al Veneto 1.093 presunti decessi nelle Rsa. Si è trattato di un sondaggio che ha interessato solo il 27% delle strutture per anziani, che hanno risposto su base volontaria.

«I risultati – conclude la nota – non sono quindi assumibili o comparabili con i dati assoluti, e portano ad una rappresentazione lontana dalla realtà dei fatti». (Ansa)

Critiche alla gestione dal Pd

«Lo scorso 9 aprile in sede di commissione consiliare, l’assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin aveva assicurato che entro il lunedì successivo, dunque il 13 aprile, si sarebbero conclusi gli accertamenti in tutte le case di riposo venete» scrive in un comunicato Anna Maria Bigon, consigliera regionale del Pd.

«Alla fine della presente settimana, giungono tuttavia ancora segnali di allarme e preoccupazione da due importanti strutture del veronese come il Centro servizi ‘Sacro Cuore’ di Mezzane, gestita dall’Istituto Sorelle della Misericordia con ospiti quasi tutti positivi e 19 operatori positivi, e dall’Ipab ‘Maria Gasparini’ di Villa Bartolomea, con 36 decessi su 68 ospiti» segnala Bigon.

«Ricordiamo anche Sommacampagna con 15 decessi su 70 ospiti e Pescantina con 66 positivi su 92 ospiti. Oltre al caso di Legnago ed altri già conosciuti» aggiunge la consigliera regionale.

Con due distinte interrogazioni Bigon chiede all’assessore di «spiegare i motivi che avrebbero impedito di effettuare gli accertamenti promessi nelle sopra citate strutture».

«È un’emergenza nell’emergenza» affermano i deputati Pd Diego Zardini e Alessia Rotta. «Nel Veronese ci sono case di riposo dove in pochi giorni la metà degli ospiti sono morti. In questi luoghi temiamo che il virus si stia diffondendo in maniera incontrollata e nonostante le numerose segnalazioni degli operatori sanitari, dei dipendenti delle strutture, dei sindaci e alcune interrogazioni in consiglio regionale, la situazione non migliora».

Zardini nei giorni scorsi ha presentato anche un’interrogazione al ministro della sanità, Roberto Speranza, chiedendo «se non ritenga opportuno l’invio immediato di ispettori per constatare, valutare e indirizzare l’operato a tutela e sostegno di pazienti e operatori nel campo delle case di riposo in provincia di Verona».

Subito arrivata la risposta dei parlamentari veneti della Lega: «Al posto di chiedere il commissariamento della Regione Veneto che, dati alla mano e anche grazie all’enorme valore del proprio personale sanitario, è stata citata ad esempio anche dall’università di Harvard e da testate come il Financial Times, Rotta e Zardini si preoccupino delle risposte che il loro governo non sta dando al nostro territorio e al Paese».