Cosa è successo questo weekend a Vinitaly (in breve)

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Dall’incontro mancato di Salvini e Di Maio alla nuova presidente del Senato che regala assist a Zaia sul tema dell’autonomia. Atteso oggi il premier Gentiloni.  Intanto il successo del Fuori Fiera si avvia alla conclusione, dopo un fine settimana affollatissimo (sembra che sabato in alcuni punti, il vino sia pure finito). Infine, ospite della rassegna “Sorsi d’Autore” Oscar Farinetti che ieri ha promesso: “Eataly? Entro la primavera dell’anno prossimo”.

Gli ha schivati con una certa maestria i temi della politica, Salvini, ospite ieri alla kermesse in Fiera, deludendo così i molti che speravano in qualche sua indiscrezione, magari, facilitata dal calice. Il leader del Carroccio si è limitato a dire che Di Maio dovrebbe bere lo Sforzato della Valtellina e, come dire, sforzarsi un po’ di più. E se ci ha provato con impegno lo scrittore e opinionista Mauro Corona a suggellare, con la complicità dell’Amarone, una qualche alleanza tra i due leader, tra uscite più o meno colorite, perché “voi non sapete che forza regala il vino” ma Luigi Di Maio non era dello stesso avviso e  l’ha detto chiaro e tondo che “la questione del Governo non si affronta al Vinitaly”.

Se, dunque, la politica si può solo accarezzare, allora tutta l’attenzione, come è giusto, finisce sul protagonista indiscusso: ovviamente il vino. Molte le opportunità inesplorate che parlano lingua americana ma anche cinese e che si scrivono negli spazi della 52esima rassegna di Vinitaly. Non poteva esserci luogo più adatto che il Veneto per diventare ogni anno la capitale mondiale del vino, a ribadirlo il presidente della Regione: “l’Italia è il primo produttore del mondo con 40 milioni di ettolitri e il Veneto il primo produttore con 8,5 milioni di cui oltre due milioni nelle aree vocate a Doc e Docg con 52 denominazioni doc e docg.