Corse clandestine: il presidente dell’AC Verona prende posizione
L’Automobile Club Verona prende posizione contro le corse illegali, ricordando come da sempre per chi ama la velocità vi siano canali e autorità preposte e adeguate. Il presidente dell’Automobile Club Verona di via Valverde Adriano Baso si esprime riguardo le recenti corse clandestine che hanno avuto luogo in diversi quartieri di Verona – come quello di Palazzina – e provincia, ultimo dei quali a Roverchiara.
Corse clandestine a Verona
«Gli episodi recenti di Palazzina, Borgo Roma e San Giovanni Lupatoto non devono più ripetersi» esordisce il presidente Baso, «a Roma nel 2021 si sfiorò la tragedia ed è una cosa inaccettabile, punita dall’Articolo 9 del Codice della Strada con multe dai 25mila euro fino ai 100mila. Oltre a questo ci sono fino ai tre anni di reclusione che vanno raddoppiati se nella fattispecie vi fosse una vittima».
«Le cronache parlano dell’ultimo episodio in via del Lavoro, nella zona artigianale di Roverchiara che fiancheggia la Transpolesana. Video e foto del raduno non autorizzato sono finiti sui social perché chi organizza non ha alcun timore di mettersi in mostra» prosegue.
«Un pericolo in più» precisa Baso, «è quello dell’emulazione che deriva dall’esposizione sui social di corse illegali con veri gruppi clandestini che gestiscono questo traffico. Siamo sicuri che le Forze dell’Ordine riusciranno a contrastare il fenomeno. A noi spetta la parte informativa e quella che deve portare gli amanti della velocità a iscriversi ai nostri corsi di guida sicura e poi, eventualmente partecipare alle nostre gare. Tutte le gare autorizzate in Italia sono sotto l’egida di ACI Sport, il braccio sportivo dell’ACI, e seguono ferree misure di sicurezza passiva ed attiva».

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Questione Autovelox
Per quanto riguarda la questione degli autovelox, tutto parte dalla Calabria, ma viene coinvolto anche il Veneto. In Calabria, la polizia giudiziaria di Cosenza ha sequestrato un modello di autovelox non autorizzato. Si tratta del T-Exspeed v 2.0, usato per rilevare le violazioni della velocità su varie strade di provincia.
L’apparecchio è risultato fuori norma: non era omologato e non aveva i requisiti necessari per garantire la validità delle sanzioni emesse. Questi episodi hanno riguardato nel Veneto misuratori di velocità dei veicoli non omologati, ha riportato alla ribalta una questione annosa che riguarda molti automobilisti. Se da un lato è importante reprimere gli eccessi di velocità, dall’altro sia gli autovelox che l’avvertimento della loro presenza vanno registrati e comunicati.
Adriano Baso si rifà a quanto aveva già dichiarato in materia il presidente nazionale Angelo Sticchi Damiani «Gli automobilisti sono stanchi di essere tartassati. Se l’autovelox è nascosto non va bene. Deve essere ben visibile e in un punto pericoloso, e deve servire a far rallentare. Gli automobilisti vessati sono già spremuti per contribuire in modo pesante al bilancio dello Stato, che ultimamente sembra voglia punirli invece di rispettarli».
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