Coronavirus, ritirati i primi 10.400 buoni spesa

Ad oggi, sono 350 le richieste pervenute e complete della documentazione richiesta, di queste ne sono state controllate 180 e accolte 50 perché in possesso dei requisiti.

Sono 10.400 i primi Buoni Spesa ritirati questa mattina e consegnati ai Servizi sociali del Comune, del valore di 20 euro ciascuno e tutti dotati di codice QR anti riciclaggio. È la prima tranche di Buoni che da domani saranno distribuiti ai cittadini beneficiari, per un valore complessivo di 208 mila euro. Nel frattempo, il materiale verrà custodito nella cassaforte della Polizia locale. 

Il sindaco Federico Sboarina oggi si è recato negli uffici dei Servizi sociali dove sono arrivati i primi Buoni Spesa e dove sono al lavoro gli operatori del call center e gli assistenti sociali che rispondono alle mail e vagliano tutte le richieste in arrivo. Ad oggi, sono 350 le richieste pervenute e complete della documentazione richiesta, di queste ne sono state controllate 180 e accolte 50 perché in possesso dei requisiti. Per spiegare la complessità del meccanismo, si tenga presente che a fronte delle 350 domande, sono stati invece più di 1300 i contatti gestiti dagli addetti (numeri verdi e Protezione civile) perché lo stesso utente spesso ha scritto anche fino a 5 mail identiche o chiamato varie volte.

Questi i dati dei Servizi sociali aggiornati a martedì 7: 1200 mail arrivate alla casella di posta sportelloinfosociale@comune.verona.it; 900 le mail di risposte con istruzioni per presentare richiesta; 130 circa le telefonate al giorno dal numero verde per il Buoni Spesa; 116 chiamate per i buoni spesa dal numero verde Covid; 195 le persone contattate dagli assistenti sociali per fornire informazioni e indicazioni su come compilare la domanda. La distribuzione di questa prima tranche inizia domani, per terminare entro Pasqua, e vede impegnati i volontari della Protezione civile che, affiancati dagli agenti della Polizia locale, porteranno i Buoni casa per casa. 

«Il lavoro da fare è tanto e il tempo a disposizione poco, visto che l’obiettivo è distribuire i Buoni alle famiglie il prima possibile – ha detto il sindaco -. Domani iniziamo con la prima tranche per poi proseguire man mano che le domande vengono accolte. Non c’è scadenza per la presentazione della domanda e c’è tempo fino al 31 maggio per spendere gli importi. La verifica dei requisiti è un passaggio fondamentale, nessuno deve pensare di potersi approfittare del disagio altrui. Perciò ho fortemente voluto che i Buoni Spesa fossero anti truffa per impedire la falsificazione. Ad oggi, nessun cittadino in difficoltà è rimasto senza il sostegno del Comune». 

All’atto di consegna dei Buoni Spesa verrà fatta compilare e firmare, a chi non l’avesse già inviata via mail, la Domanda/Dichiarazione sostitutiva per l’assegnazione dell’intervento e dovrà essere consegnata una copia o esibito un documento di riconoscimento. Si ricorda che le dichiarazioni non veritiere, così come la contraffazione dei Buoni Spesa, sono soggette a sanzioni penali che vanno dai 2 ai 7 anni di reclusione. Nello specifico: la “Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche” ai sensi dell’art. 640-bis del Codice Penale, è punibile con la reclusione da uno a sei anni; l’“Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato” ai sensi dell’art. 316-ter del Codice Penale, è punibile con la reclusione da sei mesi a tre anni oppure con una sanzione amministrativa che va da 5.164 a 25.822 euro.